Cassandra Wilson – BELLY OF THE SUN
2002, Blue Note

Dopo il lavoro precedente dedicato ad una delle massime icone della musica del ‘900, ossia Miles Davis, Cassandra si ripresenta con un altro concept-album, dedicato al blues del delta, la musica del sud. La Wilson non è una esegeta e non si preoccupa di sembrarlo. Immergersi nel blues significa per lei semplicemente prendere un aereo ed andare da New York nel delta del Mississippi (la sua terra) per registrare una manciata di canzoni, forse senza neanche sapere quali.
Chi si accosterà a questo suo ultimo disco non riuscirà a farsi una minima idea del blues ma scoprirà in compenso una delle migliori voci femminili degli States (la migliore?). L’ unica intenzione della nostra protagonista è quella di cantare le cose che le piacciono volta per volta, per cui molte delle cover incluse non sembrano attinenti al tema iniziale. Almeno tre sono famose: "The Weight", indimenticato successo di classifica della Band, "Shelter from the Storm" da quello che ritengo il miglior album di Dylan e "Waters of March" di Jobim, la più nota di tutte. Forse solo nel primo caso viene fuori qualcosa di meglio della versione originale, ed è già tanto perchè in generale l’interpretazione è sempre delicata, mai trascinante e tutt’altro che declamatoria.

L’accompagnamento furbescamente raffinato, ricco di bonghi e bonghetti, fa molto atmosfera ma non spicca né per virtuosismo né per fantasia. Di quale atmosfera sto parlando? Di un caldo e rilassatissimo agosto nel Sud del Sud. L’efficacia con cui questa scena viene ricreata dall’inizio alla fine del disco testimonia in fin dei conti della bontà del prodotto. Fra le influenze musicali la più evidente non è quella di Robert Johnson bensì quella di Joni Mitchell. L’importanza della cantautrice canadese sulla generazione di interpreti a lei successiva è in realtà tanto generalizzata che si potrebbe anche tacerne. Eppure se si pensa alle diverse provenienze delle due artiste, musicalmente il folk per la Mitchell ed il jazz d’avanguardia per la Wilson, geograficamente il freddo Canada ed il caldo Sud, ci sarebbe da rimanere meravigliati. Entrambe sono accomunate dalla capacità di distillare nei loro lavori le migliori qualità dell’America musicale. Poiché il disco di cui sto parlando è un gran bel distillato, gli ammiratori della vecchia Joni stiano con le orecchie attente e prestino la dovuta attenzione a questo "Belly of the Sun".
I brani propriamente blues sono solo tre, guarda caso i più brevi, tanto che sembrano dei puri intermezzi dove l’accompagnamento strumentale è a dir poco sobrio. Fra gli ospiti l’ultra-ottantenne pianista Boogaloo Ames, in rappresentanza del Missisippi, e altre due cantanti, non a caso donne (sembra che questa musica non preveda i contrasti): India.Arie e Ronda Richmond. La seconda, vecchia amica di Cassandra, contribuisce anche con un proprio brano, "Road So Clear". Quattro le composizioni originali della Wilson, che non sfigurano a confronto delle celebri cover cui sono frammiste.
Ulteriori particolari li troverete sul sito ufficiale www.jazztrance.com, un modo come un altro per innamorarsi della trecciuta e fascinosa Cassandra. La casa discografica la sta indubbiamente "spingendo", per sfruttare il periodo commercialmente favorevole alle cantautrici, tanto che qualcuno potrebbe pensare si tratti di una debuttante, mentre ella ha in realtà decenni di carriera alle spalle.
Al primo ascolto colpiscono del CD l’atmosfera carezzevole, da sottofondo, la voce tipicamente black e l’arte interpretativa della cantante (se avete un buon impianto stereofonico rimarrete ancora più colpiti). Perché la canzoni vi penetrino sotto la pelle ci vorrà invece del tempo. E’ bello sapere che si fanno ancora dischi così. Mi servirà questo inverno per rivivere l’estate che è finita.

Giuseppe Balacco


torna all'elenco
 
collegamento ad un sito sull'artista