The Chapmans - FOLLOW ME
2001, Pinecastle Records

Seppur questo "Follow Me" sia uscito nel 2001, resta ad oggi l'ultimo lavoro per questa family Band di grandi talenti. L'album è valso alla famiglia Chapman il titolo di Band Emergente dell'anno consegnato loro dalla International Bluegrass Music Association e forse, visto il grande successo ottenuto da questo disco, hanno voluto aspettare parecchio prima di inciderne uno nuovo che di conseguenza avrebbe messo nel dimenticatoio, o quasi, questa splendida incisione.
La Band si forma a metà degli anni '90 quando papà Bill, vincitore di importanti contest di violino, si accorge della passione che ha travolto pure i figli John, Jason e Jeremy.
La cosa che più mi colpisce di questo disco è la splendida voce di John che canta da solista ben 10 dei 12 pezzi del cd e la sua voce mi ricorda, a volte, quella del miglior cantante Bluegrass al mondo, Russell Moore. Non a caso Russell figura tra gli ospiti del disco e lo troviamo già nel primo pezzo dove però si limita al ruolo di cantante comprimario per non rubare la scena al bravissimo John.
Mentre papà Bill suona il banjo, gli altri ragazzi si dedicano con discreto successo al mandolino (Jeremy) e al basso (Jason) mentre John oltre a cantare si accompagna con la chitarra.
I Chapmans non vi sconvolgeranno con assoli mozzafiato, parte questa riservata agli ospiti illustri del disco, da Stuart Duncan al violino a Randy Kohrs al dobro e Ray Deaton alla voce (basso, naturalmente).
Il repertorio dei Chapmans è tradizionale ma con arrangiamenti abbastanza moderni e purtroppo mi delude vedere che nessuno di loro scrive. L'unico pezzo che porta la firma di uno di loro è la conclusiva "Trains Make Me Want To Say Goodbye", scritta da Jeremy insieme però a James Woolsey.
Mi piace molto l'essenzialità e la dolcezza del mandolino di Jeremy che nei brani più lenti accompagna la voce di John che diventa straordinaria quando non è costretta a correre.
Tra le cover da segnalare la splendida versione swing del classico di George Morgan "Candy Kisses" dove troverete ancora un grande Jeremy al mandolino e un imbattibile Stuart Duncan al violino (ma avevate dubbi?). Non indifferente, in questo brano,  il lavoro di John alla chitarra.
L'ultimo ospite del disco, John Catchings, ci delizia col suo violoncello nella dolce e suggestiva ballata "Grandpa's Walking Cane".
In "Old Man In The Shanty" possiamo finalmente goderci il banjo di papà Bill, fino a qui piuttosto in ombra, banjo che poi ritorna prepotentemente protagonista nella cover di Bill Monroe "I'm Going Back To Old Kentucky".
La voce solista di John e le non trascurabili qualità delle altre voci della famiglia convincono i Chapmans a tentare anche la carta del brano a cappella, esperimento tentato e riuscito col classico di Sam Cooke "You Send Me", con un basso vero all'inizio, poi sostituito dalla splendida voce cavernosa di Ray Deaton.
Una Band che ha già riscosso grandi consensi con questo album ma che vorrei vedere più attiva e aspetto con ansia il nuovo cd in uscita nel 2005.


Roberto Campovecchi



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