Kathy Chiavola - FROM WHERE I STAND
2002, My Label

Terzo cd per questa simpatica cantante di Kansas City ma con tanto sangue siciliano nelle vene. Il primo album di Kathy era di matrice Country, il secondo era puro Bluegrass e questo "From Where I Stand" non è catalogabile sotto nessun genere specifico. E’ uno splendido disco acustico dove le grandi emozioni ve le dà la magnifica voce di Kathy.
Kathy è cresciuta a Kansas City cantando Folk, Blues e Rock per poi diventare una cantante d’opera professionista. Nessuno sa usare la voce come Kathy. La voce di Kathy è un vero e proprio strumento musicale. Non a caso da quando si è trasferita a Nashville per intraprendere la carriera Bluegrass, è stata richiesta dai più grandi artisti Country al mondo per cantare nei loro dischi: Garth Brooks, Emmylou Harris, Kathy Mattea, Tammy Wynette e tanti altri ancora.
A Nashville Kathy conosce musicisti e cantanti Bluegrass che la vorranno poi con loro in tour e a cantare e suonare nei loro dischi: Doug Dillard, Vassar Clements, Country Gazette, Jerry Douglas e Mark O’Connor, per citare i più famosi.

Agli inizi degli anni novanta incontra il fenomenale violinista Randy Howard trasferitosi a Nashville dalla Georgia. Tutti si accorgono delle doti straordinarie del ragazzo che comincia ad incidere di tutto e con tutti: Garth Brooks, George Jones, Chet Atkins, Shelby Lynne, Blackhawk, e tantissimi altri. Kathy diventerà l’amica inseparabile di Randy fino a quando, dopo grave malattia, se ne andrà a soli 39 anni.
I due formeranno per nove anni un duo straordinario esibendosi in tutto il mondo e questo disco di Kathy, uscito dopo la morte di Randy è un tributo personale alla sua memoria. Nell’album infatti sono presenti anche brani che Kathy aveva registrato col grande violinista prima che se ne andasse.
"From Where I Stand" inizia subito con un pezzo commovente che parla di una festa d’addio. Bastano la voce di Kathy (qui anche alla chitarra) e il violino di Randy per farvi venire la pelle d’oca. L’album prosegue con una composizione della stessa Kathy, "Cajun Blues", un pezzo divertente e molto ritmato che suggerisce di alzarsi e ballare al ritmo Cajun di una festa nei bayous.
Nell’album troviamo altri due pezzi usciti dalla penna di Kathy: "Senza Parole" (già, in Italiano), con la partecipazione di un nostro connazionale, il grande mandolinista genovese Carlo Aonzo, e poi la canzone che chiude l’album, "I Will Carry On", un altro struggente pezzo dedicato all’amico che se ne è andato ("Terrò duro e andrò avanti cantando perché so che un giorno ci rivedremo"). A parte il lavoro di Janey Clewer a piano e tastiere, è la sola Kathy, e non poteva che essere così, a cantare in questo pezzo.
Kathy ha voluto confezionare un prodotto acustico il più intimo possibile e così i musicisti sono pochi ma buoni: oltre ai già citati Randy (che suona anche il mandolino e canta) e a Janey, troviamo Brent Truitt al mandolino, David Grier alla chitarra, JD Blair al rullante, Adie Grey alla voce, Mike Bub della Del McCoury Band al basso e alla voce, Larry Perkins al banjo, Rickie Simpkins della Lonesome River Band a voce, violino e mandolino, l’ex leader dei Newgrass Revival John Cowan alla voce ed infine il compianto Roy Huskey, Jr., probabilmente il bassista più conosciuto nel circuito Country e Bluegrass, anche lui scomparso alcuni anni fa.
Il pezzo a mio avviso più bello dell’album è la cover di "Across The Great Divide" di Kate Wolf, già riproposta in mille salse da altrettanti artisti ma non ho mai sentito una versione bella come questa di Kathy. Altre covers di rilievo sono "Thirsty In The Rain", inconfondibile lo stile dell’autore Peter Rowan, e una canzone di Claire Lynch che Kathy Mattea aveva inciso per un suo vecchio album e dove Kathy cantava i cori: "Hills Of Alabam".
Tutto il disco come dicevo è un tributo personale alla memoria di Randy e quindi prevalentemente un disco non allegrissimo, ma Kathy ha voluto regalarci una gemma un po’ macabra, ma divertentissima: "Last Words". Kathy canta la parte della moribonda sul letto d’ospedale e Mike Bub canta la parte del fratello Thomas che rivolto alla sorella dice: "quando te ne sarai andata posso avere il tuo televisore, la tua macchina, i tuoi scarponi" e via dicendo. Finale della canzone a sorpresa con la moribonda che si riprende e il fratello che prende il suo posto.
"From Where I Stand" è uno dei più bei dischi acustici degli ultimi anni e siccome è impossibile reperirlo in Italia vi consiglio di procurarvelo contattando Kathy sul suo sito: www.kathychiavola.com

Roberto Campovecchi


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