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Claudio
Lolli e Il Parto Delle Nuvole Pesanti - HO VISTO ANCHE DEGLI ZINGARI
FELICI Da pochi giorni è nei negozi "Ho visto anche degli zingari felici", il nuovo album live di Claudio Lolli. Il disco è una versione completamente rinnovata di una suite del 1976, registrata nuovamente dal vivo durante i concerti che il cantautore bolognese ha tenuto in tutta Italia tra settembre 2002 e febbraio 2003. In questa nuova avventura discografica, però, Lolli non è solo, ad affiancarlo sono il chitarrista Paolo Capodacqua e Il Parto delle Nuvole Pesanti, che hanno curato gli arrangiamenti dei dodici brani. Il disco parte con un minuto scarso di presentazione in cui Claudio Lolli, uno dei pesi massimi dell'autorevolezza nazionale, spiega perché è di nuovo tempo di "zingari felici", pensieri autonomi, aggregazioni di spirito e stili di vita che ci possono stare. Eccome se ci possono stare. Era il '76 quando quell' "operina" sconquassò un panorama fatto di zombie sanremesi (come adesso, d'altronde.), gruppi progressive alla frutta e cantautori tutti tesi a fissarsi l'ombelico marxista. Lolli no. L'attuale professore di un liceo bolognese parlava, per metafore, di mosche morenti e splendide fanciulle di Francia, di stragi che si annusavano nell'aria e di una Sinistra unita etilicamente, e beffardamente, nel nome del vino. |
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Insomma, anche a quei tempi (soprattutto a quei tempi?) si lottava per qualcosa con cui ci saremmo trovati a fare i conti pure al giorno d'oggi: chiamiamola libertà individuale. Ed allora, ecco l' "idea". Riproporre dal vivo l'intero disco ridando lustro ad un album misconosciuto ma pur sempre tremendamente attuale, e poi ancora, invece di farlo suonare ai soliti session-men carissimi ed autoindulgenti, buttarlo in pasto agli arrangiamenti "free" del Parto delle Nuvole Pesanti. E' nato così questo progetto in cui quest'allegra "patchanka", formata da Lolli e dai suoi musicisti, è scesa di nuovo in quelle benedette piazze (o teatri, dato che l'operazione ha avuto risvolti invernali) rimettendo in gioco uno dei più bei dischi della musica cantautorale italiana. Il lavoro svolto da Lolli e dal Parto delle Nuvole Pesanti è meritevole di lodi e soprattutto degno di essere annoverato ancora una volta tra le migliori uscite discografiche del nostro panorama nazionale, perché sono riusciti ad attualizzare un disco di quasi trent'anni fa lasciandone invariato il fascino. Il lavoro di attualizzazione è costato molto e si sente, i suoni proposti sono curati e anche le parti per così dire rumoristiche aggiungono fascino all'opera di Lolli. Si passa dalle travolgenti melodie della title track, a pezzi più acustici sul cui sfondo si muovono parti musicali dissonanti o rumoristiche come Primo Maggio di Festa, eccellente poi la scelta operata su La Morte Della Mosca, riletta in modo ineccepibile. Qualche problemino a chi era abituato al Lolli sound più classico lo potrà generare l'ascolto della bellissima Anna Di Francia, riletta come un tangaccio da balera, tuttavia questo resta senza dubbio il pezzo più pregevole del disco quando ad originalità di arrangiamento. Voto 8: Un grande disco in passato, uno splendido live oggi.Auguri Professor Lolli! Salvatore Esposito |
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