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Coal
- WORKIN' MAN
2002, BMG/Echopark
E’ piccolo ma
canta come un grande. Coal, al secolo Rene Burrell, è la nuova
scoperta dell’ Alternative Country, o come lo si voglia chiamare. Svizzero
di Lucerna, Coal a soli 19 anni sforna un disco d’esordio di rara bellezza
e che gli aprirà sicuramente la strada per una brillante carriera.
Ascoltando il disco ci si rende subito conto delle grandi qualità
vocali di questo ragazzo, una voce decisamente molto più matura
della sua tenera età. Autore di tutti i brani dell’album, Coal
si presenta agli appassionati di questo genere con melodie, testi e
arrangiamenti che ricordano tutti i più amati autori del Country,
del Rock e dei sottogeneri che stanno in mezzo.
La canzone forse più Country della raccolta è sicuramente
"She’s A Beauty-Queen" , l’unica canzone dell’album dove si
avvale della collaborazione del fratello Reto, nome familiare agli appassionati
del genere Roots-Americana, che è pure il produttore del disco.
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Come suggerisce il titolo dell’album, Coal è un ragazzo che ha
lavorato duro per realizzare il suo sogno e per pagarsi le spese del
disco ha lavorato duramente come muratore. Ed è proprio mentre
lavorava che nasceva nella sua testa la melodia della title track, un
bel Country-Rock che dice più o meno così: "c’è
chi eredita una vita a una modica cifra e chi lavora duro per pochi
soldi, ma siate orgogliosi e tenete duro e chi lavora sodo prima o poi
sarà ricompensato". Un pensiero sicuramente profondo che
stupisce sentirlo cantare da un ragazzo così giovane.
Ma non è l’unica bella canzone dell’album. I testi di Coal sono
tutti stupendi e mai banali. Nella più pura tradizione Country,
l’album è zeppo di canzoni tristi a partire dalla canzone che
apre l’album, "Billy Brown", la storia di uno che non ce l’ha
fatta e che si conclude con una strage. Un altro brano triste, "Scarred
Boy" ci mette in guardia contro le cattive compagnie.
Finalmente un brano allegro, "She’s A Beauty-Queen", l’unico
che non ha scritto da solo e che come dicevo è il brano più
Country del disco; storie di giovani, auto del papà e ovviamente
donne. "Gentle" è un altro brano triste che parla di
abusi e violenze familiari, mentre "A Honky Tonk Tale", in
Italiano "Una favola Honky Tonk" è uno splendido brano
Country, anzi Honky Tonk dove una ragazza si innamora di un cantante
in un honky tonk, lo sposa, hanno un bambino e, indovinate qual è
il giocattolo preferito del bambino? La chitarra di papà.
Avevo raramente ascoltato un disco di un cantautore così giovane
che mi prendesse così tanto. In "Workin’ Man" ho trovato
tracce di tutti o quasi i miei idoli del Roots-Country-Rock, da Springsteen
a Tom Petty, da Jack Ingram a Steve Earle fino a Todd Snider. Sono sicuro
che Coal ha ancora tante cose da dirci nei suoi prossimi lavori.
Intanto cercate di procurarvi questo disco tramite il suo sito: www.coal.ch
e non perdete l’occasione di vederlo dal vivo se capiterà in
Italia.
Roberto
Campovecchi
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