COUNTRY ROADS

Dallas Wayne - HERE I AM IN DALLAS (Higthone/IRD)
Bill Kirchen - TIED TO THE WHEEL (Hightone/IRD)
Dale Watson and His Lone Stars - PREACHIN' TO THE CHOIR (Continental/IRD)

Recensione multipla per tre interessanti novità dalla scena indipendente country.

Dallas Wayne - HERE I AM IN DALLAS
Hightone/IRD

Partiamo, in ordine puramente casuale, con Dallas Wayne, il cui Here I Am In Dallas si svela già solo a guardare la copertina: 6 bottiglie di birra, aperte e scolate, ed altrettante sigarette, un tavolo da biliardo sullo sfondo, e davanti a tutto lui, Dallas Wayne, il volto pensoso con lo sguardo fisso al buio dei neon. Che altro potrà mai contenere allora questo album, se non maschio e patriottico honky tonk, solida country music da sabato sera, perfetta per dimenticare una settimana di lavoro, e buona sia per il bar quanto per il car stereo di un pick up lanciato verso la notte? Buck Owens, Merle Haggard, ma anche Ronnie Milsap e decine d’altri i cui volti ci erano familiari trent’anni fa o giù di lì, sono gli inevitabili epigoni di Wayne, brizzolato e corpulento cowboy dalla voce profonda e giustamente nasale in pista da oltre un quarto di secolo. Impermeabile tanto alla country dance quanto al country pop, ovvero le più redditizie reincarnazioni di quella che un tempo era musica da campagnoli, Here I Am In Dallas mette in fila midtempo di ruvido honky tonk e languide ballatone, con adeguato sfoggio di chitarre, steel e violini, senza nulla aggiungere, ma anche senza nulla togliere, alla lunga tradizione che lo precede.

 
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Bill Kirchen - TIED TO THE WHEEL
Hightone/IRD

Non ai campagnoli, ma ai camionisti, guarda invece Bill Kirchen, dedicando loro Tied To The Wheel. Il truck driving man è una figura leggendaria, moderna incarnazione del lonesome cowboy, eternazione del mito della frontiera, della strada, ed a lui, e alla sua aura, è rivolto uno specifico capitolo del grande songbook country e folk americano. Kirchen, la cui giovinezza artistica comprende la grande avventura con Commander Cody, recupera alcune di queste canzoni, aggiungendone alcune sue, scritte e registrate per l’occasione. Tanto Bakersfield sound, honky tonk e western swing, sono le declinazioni di queste road songs, toste e senza fronzoli, piene di chitarre, di steel, attraversate spesso da pianoforti saltellanti e soprattutto animate da sincera passione e divertimento. Valga per tutte l’ascolto di Poultry In Motion, brillante strumentale, che lo stesso Kirchen definisce "truckin and pluckin". Da segnalare anche la chiusura d’album, affidata ad una vibrante rilettura di Just Like Thumb’s Blues, di papà Dylan, qui arricchita da una dylaniata (ehm) esplosione chitarristica, dello stesso Kirchen.

 
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Dale Watson - PREACHIN' TO THE CHOIR
Continental/IRD

Chiudiamo in bellezza, segnalando la nuova (doppia) fatica di Dale Watson, testimonianza live di un paio di serate al Borderline di Londra, nell’agosto dello scorso anno. Album vibrante e divertente, Preachin’ To The Choir, è true heart country music, moderna ed antica come lo sono i classici, quei classici, da George Jones a Johnny Cash, da Elvis a Merle Haggard, da Tammy Wynette a Buck Owens, che lo stesso Watson più volte ricorda e ringrazia, nelle canzoni ed anche nelle introduzioni, piccoli siparietti di umorismo texano. Sono solo in 4 sul palco, nella più classica delle formazioni con la steel a rivaleggiare con le melodie cantate, ma il tiro della band è potente e a tratti irresistibile, scaldata anche dall’entusiastica partecipazione del pubblico londinese, che gioca un ruolo non secondario nella atmosfera complessiva del disco, la cui registrazione è davvero live e non tralascia praticamente nulla di quanto avviene sul palco. Se ancora non conoscete questo paladino del vero country, questo doppio album è un’occasione perfetta. Dale Watson at his best, dal vivo ed in una notte di grazia.

 
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Mauro Eufrosini