COYOTE UGLY Soundtrack
Wea

In Inglese la parola "Ugly" significa "brutto, disgustoso, sgradevole" ed altre piacevolezze del genere.
A mio parere è una parola che da sola potrebbe essere la recensione di questo squallido album.
Siamo alle solite. Nelle prime cinque posizioni delle classifiche Country troviamo questa bruttissima colonna sonora che non può certo essere definita Country, l’album omonimo dei Rascal Flatts (anche questo bruttino e decisamente pop), una raccolta di successi radiofonici commerciali e una raccolta di vecchi brani traditional e Old Time (Fratello Dove Sei?), questo sì un gran bel disco, ma di roba vecchia.
Allora la domanda viene spontanea: ma è proprio questo il meglio del Country in circolazione ora? No di certo, ci sono grandissimi artisti che purtroppo non trovano posto nelle classifiche perché sono troppo Country, per l’appunto troppo bravi e quindi non corrotti dalle nuove tendenze commerciali. Ma questo è un vecchio discorso del quale non val nemmeno la pena riparlare.

Veniamo a vedere invece cosa si può salvare dalla colonna sonora di Coyote Ugly. Veramente poco. Forse la sola "The Devil Went Down To Georgia", il classicissimo di Charlie Daniels diventato popolarissimo grazie alla colonna sonora di "Urban Cowboy" (quello sì un gran disco), nonostante avesse già raggiunto la vetta delle classifiche. Il resto di "Coyote Ugly" è una sorta di raccolta del peggio del pop-rock-country o come lo volete chiamare.
Purtroppo a farne le spese è soprattutto LeAnn Rimes, un giovane talento con la voce molto simile alla mitica Patsy Cline.
La colonna sonora si apre con quattro pezzi di LeAnn, uno meno convincente dell’altro, e pare che proprio LeAnn Rimes non fosse molto convinta del successo di questi brani. E aveva ragione. Certo il successo commerciale c’è stato, ma la giovane texana sta lottando contro la sua casa discografica e contro il padre, suo ex-manager, per togliersi di dosso l’etichetta di cantante pop e l’uscita di questa colonna sonora non l’ha certo aiutata. Speriamo, ora che è maggiorenne, che decida in prima persona del suo futuro che pare orientato verso la musica delle tradizioni.
Un altro artista che si gioca una bella fetta di dignità partecipando a questo progetto è sicuramente l’anima degli Eagles, Don Henley. Dopotutto gli Eagles non sono mai stati considerati un gruppo Country.
Il resto degli artisti presenti in questo album è una masnada di gente che col Country non c’entra proprio nulla: INXS, Snap, EMF, Rare Blend, Tamara Walker, Mary Griffin ed essendo questa una recensione Country (che fatica!), non meritano certo una menzione da parte mia.
Altamente sconsigliato.

Roberto Campovecchi


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