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Creed
- WEATHERED C'è
una certa tendenza nell'aria a voler classificare per forza la musica
in generi e a voler scoprire il nuovo qualcuno (il nuovo Dylan, i nuovi
Beatles, ecc.). Così ora si parla di ritorno al grunge, grazie
alle sonorità di gruppi come i Creed o gli Staind che ricordano
quelle diffuse anni fa da Pearl Jam, Nirvana, Soundgarder, Alice In
Chains. Può essere, se dobbiamo fare riferimento ad un genere
invece di dire che è semplicemente bella musica. Ma ai Creed
è toccato anche il paragone con i Pearl Jam - e anche un po'
l'accusa di essere loro cloni - a causa della forte somiglianza delle
voci dei loro cantanti. |
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Tutto
l'album sembra molto introspettivo, un segno del raggiungimento di una
grande maturità sia artistica che personale, comunque un momento
particolare della vita dei Creed e soprattutto del cantante e autore
Scott Stapp. Dopo anni passati in giro a suonare, senza fissa dimora
e con un successo piombatogli addosso inaspettatamente fin dal primo
album, ora i Creed fanno un bilancio e ci parlano di ciò che
hanno imparato da queste esperienze, con sincerità e consapevolezza.
In particolare, emerge il bisogno di un punto di riferimento, di qualcosa
di rassicurante, qualcosa in cui credere. Nel primo brano, "Bullet",
Stapp scrive: "All I want is what's real, Something I touch and
can feel, I'll hold it close and never let it go, Said why... why do
we live life with all this hate inside. I''l give it away 'cause I don't
want it no more, please help me find a place, Somewhere far away I'll
go and you'll never see me again". Stefania Montanari |
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