Dixie Chicks - HOME
2002, Open Wide/Monument/Columbia

Mi ritrovo a scrivere la recensione di questo disco nel primo anniversario del tragico 11 Settembre 2001, un po’ per scelta e un po’ per caso. Per scelta perché appena ho ascoltato il disco mi sono ricordato di una canzone, "I Believe In Love", inserita proprio in questo nuovo lavoro, che le Dixie Chicks presentarono per la prima volta in pubblico al concerto "A Tribute To Heroes" tenutosi pochi giorni dopo la tragedia. E poi per caso perché le tre ragazze texane hanno deciso di far uscire il disco proprio a cavallo dell’anniversario e cioè nella settimana che va dall’8 al 14 Settembre 2002.
Forse immaginavano già che la risposta della critica e soprattutto del pubblico le avrebbe catapultate subito nella prima settimana al primo posto della classifica Country di Billboard. Non solo, hanno pure debuttato al primo posto nella Top 200 e cioè la classifica che riunisce gli albums di tutti i generi musicali.
Come suggerisce il titolo dell’album "Home", per le Dixie Chicks questo disco è un po’ come un ritorno alle origini, un ritorno a casa appunto, almeno per due di loro: le sorelle Emily e Martie che iniziarono le loro carriere suonando Bluegrass.

Dopo aver risolto le beghe legali con la loro etichetta discografica, hanno potuto, dopo tre anni dall’uscita del loro secondo album "Fly", incidere e produrre insieme al padre di Natalie, Lloyd Maines, un disco completamente acustico con tantissimo Bluegrass senza dover subire nessun tipo di pressione da parte di agenti, produttori e discografici.
Credo che molti conoscano il talento delle Dixie Chicks grazie ai 20 milioni di copie vendute con due soli album e grazie a collaborazioni con stars non solo del circuito Country, basti ricordare la loro presenza in un live di Sheryl Crow. Pochi però conoscono l’abilità delle sorelle Irwin a fiddle (Martie), e a dobro e banjo (Emily). Ed ascoltare la splendida voce di Natalie accompagnata finalmente da melodie tradizionali è qualcosa di indescrivibile.
Dicevo, molto Bluegrass in questo album a partire dal primo singolo estratto nonché la canzone che apre la raccolta "Long Time Gone", scritta dal grande Darrell Scott, per poi proseguire con la velocissima "White Trash Wedding", scritta dalle Chicks e ancora "Tortured Tangled Hearts" e la strumentale "Lil’ Jack Slade".
Ad accompagnare lo splendido violino di Martie e lo straordinario banjo di Emily troviamo alcuni dei migliori musicisti Bluegrass in circolazione: il chitarrista Bryan Sutton (già con Ricky Skaggs) e il mandolinista Adam Steffey (un passato con Alison Krauss).
Ma non saranno solo i pezzi Bluegrass ad emozionarvi in questo album. Splendide ballate acustiche come la cover di Stevie Nicks "Landslide", la commovente "Travelin’ Soldier" di Bruce Robison e le dolcissime "A Home", "More Love" e la già citata "I Believe In Love" sono una delizia per le orecchie e per lo spirito.
L’album chiude con altri due brani dolcissimi, la cover di Radney Foster "Godspeed (Sweet Dreams)" con un ospite eccezionale come Emmylou Harris e "Top Of The World" con un accompagnamento d’archi. Niente chitarre elettriche, tastiere o batterie martellanti stavolta, ma a mio avviso questo è il più originale e suggestivo e forse il più bel disco delle Dixie Chicks, un disco che potremmo definire di Texas/Bluegrass.
Un disco soprattutto per gli amanti dei suoni più tradizionali ma anche per chi sa emozionarsi ascoltando una bella canzone.

Roberto Campovecchi


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