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Dolly Parton - LIVE AND WELL (DVD) 2003, Sugar Hill Records
Da questo splendido dvd potrete avere alcune conferme che comunque già si sapevano su Dolly Parton e cioè, che trattasi di una delle più grandi autrici al mondo, sicuramente la miglior cantante Country di tutti i tempi, incredibile intrattenitrice e, forse, l"artista peggio vestita del circuito (anni fa ha vinto pure il titolo di artista peggio vestita della Country Music).
Atteso da tempo immemorabile questo dvd di Dolly ci presenta una serie incredibile di successi della star maggiorata presentati in una versione Bluegrass, con una formazione che ormai accompagna Dolly da diversi album. Da sottolineare che Dolly però ci tiene a definire la sua musica Mountain Music e non Bluegrass, dichiarando in tal senso un ritorno alle sue lontane origini. La formazione rigorosamente acustica presenta talenti del calibro di Randy Kohrs al dobro, Jimmy Mattingly al fiddle e voce e Brent Truitt al mandolino che insieme a Gary Davis (chitarra e mandolino), Richard Dennison (chitarra), Steve Turner (batteria), Kent Wells (chitarra) e Jay Weaver al basso formano una delle più incredibili Band che abbiano mai accompagnato una Country star dal vivo. Per fugare ogni dubbio sul contenuto di questo spettacolare concerto, Dolly parte subito a ritmi Bluegrass doc con Orange Blossom Special, una train song (Train Train) e "The Grass Is Blue". |
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Gran parte del contenuto del dvd è tratto dai
suoi fortunatissimi ultimi album, rigorosamente Bluegrass, "The
Grass Is Blue", "Little Sparrow" e "Halos And Horns".
Malgrado la sua non più tenera età, Dolly si dimostra una energica intrattenitrice, divertente e spiritosa che per quasi due ore e mezza ti tiene incollato al video. A torto conosciuta in Italia più per i suoi enormi seni, i non eccelsi film da lei interpretati o per poche canzoni solo perché riprese da artiste celebri, Dolly da sempre scrive le migliori canzoni Country e Bluegrass. Ne è una riprova questo dvd che ci presenta ventisei pezzi, ben sedici composti proprio da lei. Prima di introdurci alla splendida "Little Sparrow", dall"album omonimo vincitore di un Grammy, Dolly inizia il suo divertente e continuo botta e risposta con il pubblico col quale si scusa per il prezzo piuttosto alto del biglietto per quel concerto ma poi dichiara che non poteva essere diversamente perché tutte le spese estetiche e di chirurgia plastica le costano parecchio. Arriva poi un doveroso omaggio al suo Stato natio, il Tennessee, con canzoni leggendarie come "Rocky Top" di Boudleaux e Felice Bryant seguita dalle sue composizioni "My Tennessee Mountain Home", "Coat Of Many Colors" (la sua canzone preferita) e "Smokey Mountain Memories" che vuole dedicare a suo padre, scomparso nel 2000. Si torna a sorridere con un divertente siparietto dove Dolly, rivolgendosi a un signore delle prime file che si stava alzando dal suo posto, dice: "Non ti piace? Vai a casa? Ah ho capito, vai a fare pipì! Dobbiamo aspettarti o possiamo andare avanti?" In "My Tennessee Mountain Home" possiamo gustarci Dolly alle prese con un tipicissimo strumento della sua terra, il dulcimer, oppure mountain dulcimer, che non va confuso con l"hammer dulcimer. Un"altra grande canzone del repertorio antico di Dolly Parton, "Applejack", è introdotto dalla storia (vera) di questo inquietante personaggio che viveva come un eremita sulle montagne del Tennessee e suonava il banjo. Dolly era solita far visita a questo signore, il cui vero nome era Jackson Taylor, e mentre lui suonava il banjo, lei lo accompagnava col tamburello. La mamma di Dolly era spaventata da questo oscuro personaggio e per scoraggiare la bambina e le sue numerose visite le disse che questo uomo puzzava come una capra. Dolly rispose: "Ma mamma, anche noi puzziamo, qual è il problema?" Dolly ricorda pure che chiese a Applejack se aveva un problema col bere e lui rispose: "No, è la cosa che mi riesce più facile, nessun problema". Poi Dolly dimostra di sapersi districare con qualsiasi strumento e dopo essersi accompagnata col banjo in "Applejack", la lo stesso con l"armonica in "I"m Gone" e con la chitarra elettrica in "If". A dire la verità, con l"elettrica fa solo una nota che con l"effetto diventa il celebre suono definito wha wha, ma da vedere la chitarra, la cui cassa riproduce una parafango di una Chevrolet (mi pare). Parafrasando e scherzando su un genere sicuramente a lei non gradito, Dolly definisce la sua musica Hick Hop. Hick in Italiano potrebbe essere tradotto con zoticone, come appunto gli uomini che vivono sulle colline e nelle zone rurali Americane. Dolly non sa solo divertire ma anche commuovere con brani dolci e toccanti come "Dagger Through The Heart" al termine del quale la superstar dice: "Se vivi a Nashville devi scrivere canzoni e se vuoi che diventino successi, devono essere canzoni che fanno piangere". Dopo "After The Gold Rush" di Neil Young, Dolly afferma di aver suonato di tutto fino a quel punto ma ancora non ha suonato le sue lunghissime unghie. E poi avvicinandole al microfono le strofina tra di loro riproducendo un suono che ricorda vagamente un washboard e che introduce a "Nine To Five", colonna sonora del film "Dalle Nove Alle Cinque Orario Continuato", canzone che Dolly ha scritto accompagnandosi proprio col suono delle sue unghie. Non poteva certo mancare "Jolene", altra sua incredibile composizione incisa da decine di artisti e che narra la storia vera di questa Jolene che voleva rubare l"uomo a Dolly. Non potevano certo mancare nemmeno i suoi più grandi successi del periodo Pop, però essendo questo un concerto a trazione Bluegrass, Dolly ha scelto di inserire alcuni di questi brani in un medley a cappella con risultati eccellenti. Il medley comprende "Islands In The Stream" dei Bee Gees e grande successo per Dolly cantata in duetto con Kenny Rogers, "Here You Come Again", "Why"d You Come In Here Lookin" Like That" e "Two Doors Down" con divertente siparietto finale con Dolly e i ragazzi a cantarla come se fosse a 78 giri. La musica Bluegrass, si sa, discende dalla musica Folk Anglo-Scoto-Irlandese, quindi ecco un personale tributo di Dolly alle origine della musica Bluegrass con "We Irish" dove racconta della gioia che caratterizza la vita di questo popolo. Qui ritroviamo Dolly alle prese con un nuovo strumento, tipico della tradizione Irish, il penny whistle. Dopo una splendida e travolgente versione Bluegrass di "Starway To Heaven" arriva il gran finale con la sua canzone forse più conosciuta in Italia, anche se molti non sanno che è sua, "I Will Always Love You". Si spengono le luci su questo splendido concerto/dvd che ci lascia con una convinzione: non esiste nessuno meglio di Dolly! Roberto Campovecchi |
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