Ed Harcourt - HERE BE MONSTERS
2002, Capitol

24 anni fa è nata una stella. Ed Harcourt è nato infatti 24 anni fa in Inghilterra nel tranquillo paese di Lewes, famoso per l’abitudine dei locali di riunirsi la notte di Guy Fawkes (il cospiratore che nel 1605 voleva far saltare in aria il parlamento con 20 botti di polvere da sparo) e bruciare le immagini di Paolo V. Dopo aver collaborato con i disciolti Snugs, Ed si era allontanato dalla musica per lavorare nella cucina di un ristorante, ma continuava a scrivere nel tempo libero e, prima di firmare il contratto con la Capitol , aveva già un repertorio di oltre 300 canzoni.
Bastano poche informazioni per innamorarsi di Ed Harcourt:
- La sue muse ispiratrici sono per esplicita ammissione Chet Baker e Tom Waits.
- La sua voce è stata definita un ibrido tra quella di Waits stesso e di Tom Yorke dei Radiohead.
- Grazie al suo primo Cd è stato avvicinato a Tom Waits, Eric Satie, Beck, Bono , David Bowie, Randy Newman, Lou Reed ed ai Mercury Rev.

- In "Here be monsters" oltre a cantare suona il piano, la chitarra elettrica ed acustica, il sassofono, l’armonica, il basso, la batteria, le percussioni ed altri strumenti, oltre ad usare il sintetizzatore.
- Accompagnerà Neil Finn nella sua prossima tournè americana.
La musica di Harcourt è molto matura, trasmettendo una solidità artistica imprevedibile in un esordiente. Ed Harcourt usa la voce, la dosa e la rimodula di brano in brano scegliendo se sussurrare le canzoni, se graffiarle alla Waits o sublimarle come Yorke.
Il titolo del suo disco ha una curiosa origine: "Here be monsters" era la scritta riportata sulle cartine antiche e si riferiva a territori sconosciuti ed inesplorati in cui si temeva potessero esservi creature mostruose. Le canzoni sono undici gioielli ognuno assolutamente compiuto, ognuno perfettamente e nitidamente arrangiati, ognuno diverso.
Proprio in questa varietà musicale risiede forse il limite di Harcourt: l’alternarsi di sonorità, umori ed emozioni è così variegato e distante da un filo rosso che - non fosse per la voce - si potrebbe tranquillamente pensare si tratti di un disco di autori ed esecutori diversi e lontani. In un brano Ed dice " Non puoi sfuggirmi, sono come il vento che soffia tra gli alberi" e la sua musica è proprio così, una folata di talento e di arte che non si riesce a riconoscere e quindi ad afferrare. Forse, a ben pensarci, non è un limite ma una inevitabile caratteristica di chi tra poco compirà 25 anni. Anche dal vivo Ed è strepitoso, potete godervi il suo concerto dello scorso 8 ottobre all’Ulu di Londra su www.virtuetv.com.

Buonomo Manfredi


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