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Eels
- SHOOTENANNY
Se escludiamo il sorprendente album d'esordio "Beatiful Freak"
(1996), quel concentrato di emozioni e fragilità sonore, conseguenza
di non poche disgrazie personali, battezzato Electro-Shock Blues (1998)
e, infine, le balenanti ballate pop-rock di "Daises Of The Galaxy"
(2000), gli Eels sembrano essere caduti in un consapevole letargo. Quella
pallida consapevolezza che preclude i sogni, delimita le capacità e,
inevitabilmente, tradisce le aspettative dell'ascoltatore. |
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Non c'è nulla da fare: il disco manca di profondità e
continuità. "Rock Hard Times" è senza spirito e fin
troppo pronosticabile. Meglio "Lone Wolf", che si imbratta
di blues e country rock. Si rischia di perdere le staffe ascoltando
la super popolare "Wrong About Bobby" e il combat pop di "Dirty
Girl". Tra le composizioni più immediate e solide si intravedono
"All In A day's Work", un arcigno giro di blues con brevi
fughe melodiche, e il sano rock'n'roll di "Saturday Morning",
offuscato da gorghi psichedelici e refrain di stampo sixties. Qualcosa
cambia con la languida "Restraining Order Blues", densa di
arrangiamenti slide, e "Somebody Loves You" che sembra uscita
da "Daises Of The Galaxy". |
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