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Eva
Cassidy - TIME AFTER TIME Potrebbe essere una piccola favola bella sulla lungimiranza di quella dea che si vuole bendata, una trama rubata ad una commedia di Billy Wilder. La favola di una giovane donna, una giovane artista timida e inconsapevole del dono ricevuto in sorte, una sensibilità coniugata ad un naturale talento di cantante che solo le grandi interpreti possiedono. La favola di una giovane anima alla ricerca del suo assoluto, artistico ed esistenziale, che improvvisamente viene scoperta da milioni di persone, a migliaia di chilometri da casa, grazie alle buone orecchie di un DJ della BBC e successivamente al roboante contenitore di Top Of The Pops 2, storico format televisivo inglese, antesignano delle pattumiere promozionali, ancor oggi tra le vetrine di punta dello show biz euopeo. Potrebbe davvero essere una favola bella, se non fosse che Eva Cassidy se n’è andata da tempo ormai, ben prima che tutto ciò fosse soltanto immaginabile. |
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Nel 1996 a soli 33 anni, a causa di un tumore alla pelle, Eva Cassidy muore del tutto sconosciuta non solo al pubblico inglese, che lo scorso marzo ha premiato la sua raccolta "Songbird" con il primo posto nelle charts, ma anche al pubblico americano, fatta eccezione per i suoi fedeli appassionati dell’area di Washington, DC. Time After Time è il terzo lavoro pubblicato postumo, e mette in fila una dozzina di canzoni registrate parte in studio, parte dal vivo. Una raccolta di cover disparate, un po’ una costante nell’intera produzione di Eva, talvolta anche impegnative, vuoi perché si tratta di brani abusati (Time After Time, di Cindy Lauper, o Ain’t No Sunshine, di Bill Withers), o perché i termini di paragone sono voci come Joni Mitchell (Woodstock) o Etta James (At Last). Eva supera d’un fiato ogni ostacolo, con la forza del suo canto limpido e spontaneo e l’amore per ogni singola canzone prescelta, riempendo della sua sola presenza tracce talvolta vuote di produzione, che tradiscono la scarsezza dei mezzi purtroppo a sua disposizione, o nobilitando brani leggerini come ad esempio Easy Street Dream, dove Eva dimostra che per cantare il blues bisogna davvero averlo. Come i precedenti lavori (The Other Side, Live at The Blues Alley, Eva By Heart, Songbird, tutti distribuiti in Italia), anche questo Time After Time rivela al mondo una cantante naturalmente dotata, ispirata ed incantevolmente istintiva, tuttavia ancora lontana dalla maturità, una maturità che il destino non le ha concesso di raggiungere: una maturità che, se immaginata, fa venire i brividi, ed anche muovere una lacrima. Mauro Eufrosini |
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