Faith Hill - CRY
2002, Warner Bros

Chi sperava alcuni anni fa che Faith Hill potesse far rivivere il mito di Tammy Wynette deve purtroppo arrendersi all’evidenza. Come la sua illustre collega Shania Twain, anche Faith ha sposato la causa che l’ha portata ad abbracciare un più vasto universo musicale.
Le avvisaglie c’erano già state col suo precedente lavoro "Breathe", ma la sua partecipazione come ospite al Festival di Sanremo lo scorso anno con un brano che più dance non si può, aveva lasciato cadere anche l’ultima tenue speranza, per i seguaci della musica Country, che la nostra eroina si fosse in qualche modo pentita delle sue ultime scelte.
Questo "Cry" è decisamente un prodotto Pop ma devo ammettere, a malincuore, che la splendida voce di Faith, cresciuta nello stato del Mississippi a pane e Gospel music, si esalta parecchio in alcuni brani, soprattutto lenti, di questo album, molto di più che non nei precedenti successi Country.

La voce di Faith non è mai sovrastata da insulse batterie elettroniche o chitarre distorte, è sempre in primo piano e Faith la spinge spesso fino ai massimi regimi delle proprie possibilità. Trovo Faith straordinaria nella title track "Cry", nella dolcissima "Stronger" che avrei inserito in uno dei suoi precedenti dischi Country e nella conclusiva "You’re Still Here".
Forse lo scopo di questo disco era proprio quello di far conoscere meglio le doti canore di Faith e non tanto la sua musica. Se lo scopo era questo, l’obiettivo è stato raggiunto. Un prodotto, sì commerciale, ma con un occhio alla tradizione e il mio giudizio è sicuramente positivo; più per la sua splendida voce che non per le canzoni.

Roberto Campovecchi


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