The GanG - IL SEME E LA SPERANZA
2006, Cia Marche - Lifegate Music

"Controverso" è lontano sei anni, ma nel frattempo c'è stato lo splendido episodio di "Nel Tempo Ed Oltre, Cantando", album inciso insieme a La Macina che vedeva ripresi sia pezzi propri sia pezzi della tradizione, mischiando in modo mirabile rock e folk.
Da lì sembrano ripartire i Gang, con l'intenzione di continuare a "gettare semi antichi, che sono idee, gesti, cultura" affinchè da questi semi germoglino in continuazione "giustizia sociale, pace, democrazia". Non è solo una metafora, quella del seme, perché queste canzoni sono comunque tutte saldamente legate al mondo contadino.
Con questo disco, tra brani nuovi, riproposizioni rivedute e corrette dal loro song-book e tradizionali, i Gang paiono voler "riportare tutto a casa"; con questo intento si fanno aiutare da molti degli amici che in vent'anni e più dal loro esordio hanno avuto modo di conoscere lungo i tanti chilometri percorsi sulla strada che da un concerto li portava ad un altro, fosse la sagra paesana, fosse il palasport, fosse la piazza di una grande città, fosse la bettola sperduta nella provincia, fosse "lungo la carovana, sotto l'arcobaleno...".

In questo nuovo lavoro Marino e Sandro Severini non esitano a regalare una delle loro canzoni più note, "La Pianura Dei Sette Fratelli" (era su "Una Volta Per Sempre"), al Coro Delle Mondine Di Novi. Non è l'unica dedica alla Resistenza: uno dei pezzi nuovi (4 Maggio 1944 - In Memoria) ci narra la storia della famiglia Mazzarini, massacrata dai nazi-fascisti.
La band che accompagna i fratelli Severini è composta dai fidi Francesco Caporaletti e Paolo Mozzicafreddo alla base ritmica, mentre le tastiere sono nelle mani di Marco Tentelli; ma grande importanza hanno anche gli altri musicisti coinvolti nelle sessions, tra cui spiccano Max "Grizzly" Marmiroli al sax e Alice Fabretti ai cori.
E "Terra Nostra" e "Lacrime Del Sole" (entrambe nuove) sono legate tra loro dalla cultura contadina, dal sudore, dalla fatica, dalle mani callose "con la terra sotto le unghie".
"A Maria" sarebbe l'inno ideale per l'8 marzo, se anche questa non fosse diventata una ricorrenza da sfruttare economicamente in tutti i modi.
Tre canzoni sono dedicate ad altrettanti personaggi del Sud America: "A La Molina No Voy Mas" (duetto con Jsmael Ziede Burba) è un tradizionale molto caro a Victor Jara, scomparso tragicamente insieme a migliaia di persone nello stadio di Santiago Del Chile l'11 settembre 1973 dopo la salita al potere di Pinochet. "Comandante" (dedicata al sub-Comandante Marcos, era in "Fuori Dal Controllo") è da anni uno dei cavalli di battaglia nelle esibizioni live: questa nuova versione è meno festaiola, più rock. "Chico Mendes" (già su "Le Radici e Le Ali") è la storia di un sindacalista che lottava per i diritti dei seringueiros dell'Amazzonia, ma anche per l'Amazzonia stessa.
Il tradizionale "Saluteremo Il Signor Padrone" nella versione dei Gang diventa una vera e propria metal-folk-protest song.
"La Canzone Dell'Emigrante" (testo di Marino su musiche di Ambrogio Sparagna) era stata incisa nell'88 in inglese su "Reds": anche questo è un esempio del bisogno dei fratelli Severini di tornare alle radici.
Un uomo molto legato alle radici era Woody Guthrie: il suo classico "This Land Is Your Land" è una rimpatriata tra amici: Graziano Romani, Michele Anelli, Alice Fabretti, "Cisco", Andrea Parodi, Maurizio Zannato (Marmaja), Marco Mezzetti (Ratoblanco), "Paolino" Archetti Maestri (Yo Yo Mundi), Gianluca Spirito (Ned Ludd), Lorenzo Semprini (Miami & The Groovers), Luca Mirti (Del Sangre).
"Questa visione proviene da Gandhi" è la presentazione di Il Lavoro Per Il Pane, pezzo conclusivo. Marino Severini ne recita il testo sulle note che lo accompagnano fino all'ultima strofa del disco: "il mio popolo è qui dove egli canta, dove il lavoro suo è per il pane".
E' la dimostrazione che i popoli di Marche, Chiapas, Cile, Amazzonia, India, seppur geograficamente lontani tra loro, hanno la stessa speranza, che deve trasformarsi in progetto: "pari opportunità, emancipazione, dignità, condivisione di un sogno antico: Antico come il cuore della terra. Dove risiede il futuro."

Luca Vitali



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