Garth Brooks - SCARECROW
EDM/Capitol Records

Era ora! Non se ne poteva più! Negli ultimi 3 anni non si parlava d’altro sulle riviste Country e non si ascoltava altro sulle radio Country: Garth Brooks si ritira, no anzi inciderà un altro album per raggiungere i 100 milioni di copie vendute poi si ritirerà, ha poi detto che farà un solo disco ma non farà più concerti per essere più vicino alla sua famiglia. Forse il fatto che sua moglie ha ottenuto il divorzio e l’affidamento dei figli ha convinto Garth a incidere finalmente un disco con materiale inedito dopo 5 anni. In questi 5 anni Garth ci ha presentato di tutto tranne che materiale Country originale: due dischi natalizi, un live, per non parlare del flop di "The Life Of Chris Gaines", un disco pop-rock che doveva essere la colonna sonora di un film mai uscito (per ora).
Ma veniamo al disco che Garth come ormai gli succede dal primo album porta in testa alle classifiche di Billboard già la settimana d’esordio, ma perderà presto la testa della classifica e, cosa inconsueta per lui, nessuno dei singoli finora estratti dall’album ha raggiunto la vetta della classifica.

Ad un primo ascolto il brano che più mi ha colpito è la cover Bluegrass del successo degli America "Don’t Cross The River": niente di nuovo comunque perché trattasi di una cover della versione già arrangiata Bluegrass di Doyle Lawson. Due duetti degni di nota sono quelli con George Jones in "Beer Run" e l’ennesimo con Trisha Yearwood in "Squeeze Me In" (voci di corridoio non escludono una love story tra i due, dopo che anche Trisha ha divorziato dal Maverick Robert Reynolds).
Scarecrow non è un brutto disco anche se forse manca di quei 2 o 3 pezzi che ti fanno venire i brividi, come succedeva per tutti gli albums precedenti di Garth. Garth è stato spesso additato come uno degli artisti Country che hanno fatto l’occhiolino al pop e al rock, ma a me personalmente questo album pare anche più tradizionale dell’ultimo suo lavoro in studio.
Concludo col dire che comunque da uno della classe di Garth ci si aspettava qualcosina in più, soprattutto se si pensa che ha avuto a disposizione un sacco di tempo per preparare questo album.

Roberto Campovecchi


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