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Giant
Sand - CHORE OF ENCHANTMENT Siamo di fronte a un incantesimo quasi chimico: la particella Giant Sand, un terzo Howe Gelb e due terzi Calexico, vale a dire musica senza tempo. Una particella di sabbia sul punto di volare via per sempre, ma mai come ora così saldamente ferma e nitidamente bellissima. Collocata sul confine, fra festa e deserto, lambita da visioni a ovest e dimore intimiste, la musica del gruppo di Tucson stupisce e spiazza da quasi vent’anni, tolti alcuni episodi ancora da decifrare. Tutto ora è di nuovo nelle mani di Gelb, uomo di talento straripante, capace di stupire per scrittura e suoni, virare all’improvviso, accarezzare e svisare strumenti in armonico contrasto, in quel dualismo che lo disegna anima sensibile dentro a un involucro punk. E tutto, mai come ora, appare come un equilibrio forte e fragile nello stesso tempo, come il travaglio stesso di questo disco, concepito e nato con fatica per una serie di accanimenti di vario genere, dalla morte di Ptaceck che ha turbato non poco Gelb e i suoi, fino al rifiuto della sua pubblicazione da parte della V2 perché ritenuto troppo poco commerciale. |
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E’
sulla scia dello splendido lavoro solista "Hisser" (altro
disco consigliatissimo) questo ritorno del gruppo al completo ed è
comunque un ritorno alla grande: per la varietà dei registri
e per il sapiente distillare ritmiche e suoni, Howe e i suoi incantano
davvero. Pier Angelo Cantù |
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