|
|
The
Gibson Brothers - LONG WAY BACK HOME
Sugar Hill Records, 2004
Lo
scorso anno i fratelli Gibson erano tornati all'ovile con grande gioia
di tutti gli appassionati di musica Bluegrass dopo un mezzo decennio
speso ad inseguire il sogno di un contratto discografico importante
nel circuito Country.
Quel periodo così lungo era servito ai fratelli Eric e Leigh
per dedicarsi intensamente alla composizione di brani originali e infatti
il disco uscito lo scorso anno, "Bona Fide" era un capolavoro
di musica Bluegrass contemporanea e di brani originali da far accapponare
la pelle.
Il grande talento dei fratelli Gibson è ancor più evidente
con questo nuovo "Long Way Back Home" dove dimostrano che
possono creare grande musica anche nel più ristretto spazio di
tempo di un solo anno. Infatti anche questo cd è sufficientemente
condito di brani originali scritti dai fratelli oltre a brani di autori
molto ben conosciuti e stimati sia nell'ambiente Bluegrass che in quello
Country e anche Folk.
Il brano che apre la raccolta ha uno di quegli inizi travolgenti
che rimarranno nella storia della musica Bluegrass, uno di quei brani
che appena finiscono vai a riascoltarti i primi secondi per decine di
volte.
|
|
Il brano, "Mountain Song", non è però una composizione
dei fratelli ma un brano scritto da una squadra di autori tra i quali
spicca il nome di Kieran Kane. Il talento compositivo dei fratelli è
però già molto evidente nel brano successivo, "Callie's
Reel" che Eric ha scritto insieme alla leggenda Roy Hurd.
Insieme ai fidi Mike Barber al basso, Marc MacGlashan al mandolino e
Sam Zucchini alle percussioni che abbiamo trovato anche nel loro precedente
lavoro, numerosi sono gli ospiti illustri in questo nuovo album. Nel
primo brano Jason Carter della Del McCoury Band apre le danze col suo
fido fiddle, mentre un altro grande e giovanissimo violinista accompagna
i fratelli in "Callie's Reel", Luke Bulla.
"Dreams That End Like This" mi fa tornare alla mente le atmosfere
dei primi anni della mia formazione musicale, un Country-Folk scritto
da Leigh dove la batteria e la pedal di Russ Pahl ci fanno dimenticare
per un attimo che stiamo ascoltando un disco Bluegrass.
Eric ricorda di aver visto un tributo a Merle Haggard in tv e poi di
essersi arrabbiato perché ha realizzato che non viene spesso
suonato alla radio quello che lui considera il miglior cantante al mondo
e il motivo è sempre lo stesso: troppo Country. E allora Eric
ha spento la tv e ha deciso di scrivere anche lui come il suo idolo
una canzone troppo Country e ne è uscita questa "The Way
I Fell" che renderebbe orgoglioso pure il vecchio Merle anche se,
testo a parte, mi pare più Bluegrass che Country.
Tra gli autori scelti dai fratelli spiccano Jamie Robbie Robertson con
"Ophelia", Gordon Lightfoot con "Long Way Back Home"
e Chris Jones che insieme al suo grande amico Paul Kramer, violinista/chitarrista/mandolinista
di Travis Tritt, è l'autore di "Alone With You" che
risulterà essere uno dei brani più belli di "Long
Way Back Home" grazie anche al contributo di un altro grande amico
di Chris, Rob Ickes al dobro.
Un altro splendido brano originale, "I'm Not Wanted Here",
è il più tradizionale di tutti i brani del disco, un velocissimo
bluegrass che Eric ha scritto in uno di quei momenti nei quali ce l'hai
con il mondo intero.
Splendida anche "I Gotta Get Back To You" scritta da Leigh
sulla relazione con la sua ragazza cha abitava a tre ore da dove abitava
lui e ricorda Leigh che quando suonava dalle parti di lei e obbligava
gli altri ragazzi a fermarsi per una visita, poi erano obbligati ad
infrangere tutte le regole del codice stradale per arrivare in tempo
il giorno successivo al prossimo spettacolo. Una bella canzone d'amore
e on the road allo stesso tempo.
L'album si chiude come si era aperto e cioè con un pezzo eccezionale,
"He'd Take Her Back Again", un pezzo che Eric ha scritto pensando
ad un amico che in quel momento non se la stava passando proprio bene
ed è evidente, ascoltando il pezzo, che in quei giorni Eric ascoltava
parecchi dischi di Johnny Cash e ha riversato tutto il suo amore per
il chick-a-boom sound dell'uomo in nero in questo brano.
Ad ascoltare quello che i fratelli Gibson hanno inciso nei loro due
ultimi album incisi in poco più di un anno, mi rendo conto di
quanto ci siamo persi durante i loro cinque anni di riflessione che
spero non avranno più.
Roberto
Campovecchi
|