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George
Strait - FOR THE LAST TIME: LIVE FROM THE ASTRODOME
2003, MCA Nashville
Ci sono voluti
22 anni e 29 albums a George Strait prima di decidersi ad incidere un
disco dal vivo. Probabilmente lui stesso non si definisce un animale
da palcoscenico ed in effetti questo live album non fa venire la pelle
d’oca a chi non è fanatico della sua musica.
Un artista tra i più amati del circuito Country degli ultimi
30 anni soprattutto per la sua faccia pulita, la sua apparente timidezza
e la sua determinazione nel voler interpretare sempre e comunque la
figura del cantante-cowboy. Per poter fare questo ha dovuto rifiutare
di trasferirsi a Nashville come quasi tutti i suoi colleghi, dove le
influenze commerciali di Rock e Pop sono diventate parte integrante
di questo music business.
Gli spettacoli dal vivo di George hanno sempre riscosso un grandissimo
successo, grazie anche agli ospiti stellari che solitamente lo accompagnano
nei suoi tours, da Alan Jackson a Lee Ann Womack.
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Rispetto
ad altri suoi colleghi, George Strait manca un po’ di quell’energia
che dovrebbe caratterizzare, a mio avviso, una performance di fronte
a migliaia di persone che saltano, urlano e ballano e se ne vanno a
casa fradice di sudore sperando di venir ripagate con la stessa moneta
da chi si esibisce sul palco.
Seppur trascinanti, grazie soprattutto ad un catalogo di canzoni da
far paura e ad un’ottima Band, gli spettacoli di George mancano un po’
di verve. George non può certo vantare l’energia di un Garth
Brooks o di un Chris LeDoux e non ha nemmeno una voce originale e penetrante
come un Travis Tritt o un Randy Travis, ma resta il fatto che è
uno degli artisti Country che vendono più di tutti ai botteghini.
Rispetto ad una sua recente raccolta che conteneva solo i successi degli
ultimi 10 anni (il suo periodo peggiore), "Live From The Astrodome"
contiene gran parte dei migliori lavori di George a partire dai successi
dei primi anni ’80 quali "The Fireman" e "Amarillo By
Morning".
L’album apre con l’intro "Deep In The Heart Of Texas" quasi
a prendere le distanze dal Nashville Sound, sensazione che si amplifica
quando intona le note di "Murder On Music Row", canzone di
denuncia proprio indirizzata alla tendenza del Music Row di Nashville
di oscurare in qualche modo le splendide sonorità dei violini
e delle pedal steel che hanno caratterizzato il successo della Country
Music del passato. L’album contiene 16 brani e George spazia dal Western
Swing di Bob Wills degli anni ’50 con "Take Me Back To Tulsa"
fino ai suoi più recenti successi, alcuni dei quali piuttosto
commerciali come "Run" e la sua ultima number 1 "Living
And Living Well".
Non energico come i live dei suoi colleghi ma "Live From The Astrodome"
rimane un disco destinato ad entrare nella storia della musica Country.
Roberto
Campovecchi
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