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The
Hives - VENI, VIDI, VICIOUS Assimilabili
agli (International) Noise Conspiracy, con cui condividono origini (scandinave),
etichetta, approccio e attitudine, i più anziani Hives sono un’altra
bella sorpresa in arrivo dalla Svezia e più in generale in arrivo
dall’indomito garage punk, rivisitato con venature soul e R & B.,
sonorità che hanno trovato dimora nella coraggiosa Burning Heart.
Una sorpresa per modo di dire, data la gavetta, per quanto stavolta
con esiti quantomeno fortunati, visto il clamore che si è creato
attorno alla band. |
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"Veni,
Vidi, Vicious" (gran bel titolo) è fatto di canzoni brevi
ma un po’ più lunghe, sempre furiose; spot di chitarrismi accelerati
e urticanti, quanto affascinanti e bollenti, oltranze di rimandi in
sequenza, con dentro tutto ciò che è stata, nei decenni
e nelle latitudini, l’interpretazione più immediata del rock
d’impatto (e ci sono perfino echi di now wave). Musica fatta per lanciare
messaggi intransigenti, spesso politici, sociali, musica fatta ancora
oggi per trascinare e coinvolgere masse di giovani, quella degli Hives
rappresenta la parte più onesta, in apparenza lontana dai calcoli
che hanno portato in classifica il debosciato punk dei Blink 182 o le
ormai zuccherose ripetitività degli Offspring (il cui successo
denota anche la preoccupante qualità e lo spessore di questi
giovani da trascinare).
Pier Angelo Cantù |
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