Isobel Campbell -Amorino

Isobel Campbell - AMORINO
Instinct / Wide, 2003

 

Già sul finire degli anni novanta s'era intuito che a Isobel Campbell l'avventura dei Belle & Sebastian cominciava ad andarle stretta. E così nel 1999 la bella e brava violoncellista scozzese decise di dare alla luce "The Green Fields Of Foreverland", il suo primo long player a nome The Gentle Waves a cui fece seguito, l'anno seguente, "Swansong For You".
Dischi senz'altro attraenti per tepore e sensibilità, ma alquanto prescindibili per essere elevati nell'olimpo della musica che emoziona. Riascoltando quei due album, infatti, ci si accorge - per l'ennesima volta - che le melodie elargite, pur oscillando tra le onde delicate di un pop/folk da camera, mancano di profondità e talora si disperdono in passaggi sterili ed ispidi. Lavori gradevoli e inconsueti, ma incapaci di sorreggere, fino in fondo, un suono, un impulso, una precisa convinzione, probabilmente perché il piglio vocale di Isobel, per quanto piacevole, mancava di determinazione o, meglio, di maturità. E così "Dirty Snow For The Broken Ground" e "Let The Good Times Begin" si riconfermano, a distanza di alcuni anni (e secondo il mio giudizio), i brani migliori rinvenibili nel passato dell'artista.
Ora però non c'è più tempo per rovistare nei trascorsi della cantante e musicista scozzese, perché è arrivato il momento di tendere l'orecchio ad "Amorino": un disco pregiato e dalla bellezza universale.

Un'opera decisamente meravigliosa, che abbaglierà qualsiasi estimatore di musica pop. Un connubio prezioso di musiche & parole, che supera le incertezze mostrate nelle realizzazioni precedenti (ascolta anche i due ep: "Weathershow" e "Falling From Grace"), che rivela il talento di Isobel Campbell e che s'insinua - in questo scorcio di 2003 - tra i miei dischi preferiti.
Insomma, un album magnifico, che non conosce momenti di perplessità e che si spolvera di effetti cinematici ("Amorino" e "This Land Flows With Milk"), di soavi divagazioni bossa ("The Breeze Whispered Your Name", "October's Sky", "The Cat's Pyjamas") e, anche, di splendide aperture strumentali ("Poor Butterfly" e "Why Does My Hurt So"). E poi in "Time Is Just The Same", impeccabile ballata pop-country, c'è anche il tempo di godersi un delicato duetto con Eugene Kelly.
Allo straordinario risultato di questo disco, che va oltre le orchestrazioni di natura folk e pop, contribuiscono Bill Wells, Adrian Utley dei Portishead ed un folto numero di strumentisti. (Ebbene sì, "Amorino" colpisce proprio nel centro del cuore) (voto: 7.5/10)



©2003 Luca D'Ambrosio


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