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Jack
Ingram - ELECTRIC
2002, Sony Nashville/Lucky Dog
Chi entrasse
in contatto per la prima volta con la musica di Jack Ingram con questo
suo sesto lavoro si chiederebbe senz’altro perchè il talentuoso
Texano sia così seguito e rispettato nel circuito Country. In
effetti di Country stavolta Jack ce ne serve ben poco e come si potrebbe
sospettare dal titolo, questa volta è la chitarra elettrica,
spesso distorta, a farla da padrone.
La musica di Jack a dire il vero è sempre stata difficilmente
catalogabile. Ha iniziato la carriera sfornando splendidi albums di
Honky Tonk per poi dedicarsi al Crossover e infine con questo suo sesto
disco buttarsi a capofitto nel Rock di matrice Americana dello scorso
decennio. Jack è nato in Texas ed è cresciuto ascoltando
ed ispirandosi alla musica dei grandi dell’epoca, dal Blues al Country
e al Rock fondendo il tutto in quella miscela musicale che qualcuno
chiama Alternative Country ma che molti altri chiamano semplicemente
Americana.
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Chi
mastica un po’ di Alternative Country, Crossover o Americana non potrà
fare a meno di notare tracce di Steve Earle, Todd Snider, Bruce Springsteen
e Tom Petty in questo disco. Addirittura l’inizio di "Fool"
mi ricorda tanto i Lynyrd Skynyrd. "Fool" è insieme
a "Everybody" il pezzo più Country dell’album e fa
venire alla mente gli splendidi primi albums di Jack. Chitarre sempre
e comunque distorte anche in questi due brani e anche in un brano a
sfondo religioso (Pete, Jesus And Me) che inizia abbastanza dolcemente
ma che termina con le chitarre a tutto volume.
Spesso Nashville è vista dai Texani come il nemico numero uno
per chi scrive e incide musica Country. In effetti sono due mondi decisamente
diversi, ma Jack guarda a Music City con molta gratitudine perché
seppure non abbia sfondato a livello commerciale è riuscito a
farsi amare e rispettare da tutti. Diversi anni fa aveva dato un’impronta
nashvilliana alla sua musica e Country Music Television aveva trasmesso
alcuni suoi video. Ma Jack sapeva che non era quella la musica che sentiva
dentro e decise di tornare a scrivere e ad incidere la musica cara agli
honky tonkers. Malgrado sia uno stimatissimo artista a Nashville, lo
si può vedere dal vivo quasi esclusivamente nei locali texani.
Jack ha scritto 9 degli 11 pezzi inseriti in questo album. Di tutto
rispetto anche gli autori che collaborano a questo progetto: Tom Littlefield,
Bruce Robison, Scott Miller, Jim Lauderdale, Gwil Owen e Will Kimbrough.
Ottima pure la scelta dei musicisti: in "Won’t Go With Her"
è accompagnato dalla Band di Mark Knopfler, mentre tra gli altri
troviamo tanti Nashville Cats, da Rob Hajacos a Paul Franklin, da Richard
Bennett a John Hobbs, da Chad Cromwell a Glenn Worf. Un altro grande
chitarrista ha risposto alla chiamata di Jack: il celebre David Grissom.
Interessanti anche le voci: Patty Griffin, Bruce Robison, Buddy Miller
e Lee Ann Womack.
Un disco decisamente interessante come del resto tutti i dischi di Jack
Ingram, ma stavolta consiglierei più l’acquisto a chi ama il
Rock o semplicemente la buona musica.
Roberto
Campovecchi
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