Jason Anderson - NEW ENGLAND
K, 2004

Conosciuto per essere il personaggio che si nasconde dietro lo pseudonimo di Wolf Colonel - progetto iniziato nell’autunno del 1996 - Jason Anderson decide di uscire allo scoperto realizzando questo stravagante album di cantautorato alternativo, il primo a portare il nome del cantante.
Un lavoro entusiasmante che evidenzia le capacità di autore e d’interprete del giovane artista americano.
Come un Will Oldham meno cresciuto e più immediato Jason dà vita a canzoni intime e popolari, discostandosi da quelle prime elaborazioni pop/rock che parevano dondolarsi tra i Buffalo Tom e i Guided by Voices.
"New England" è, infatti, un’opera dalle atmosfere raffinate ("I Swear I Am"), dai passaggi oscuri e malinconici ("I Want My Summer Back") e dalle intense ballate pianistiche ("A Book Laid On Its Binding").

Un disco che si fregia di memorie folk ("Thanksgiving"), di evoluzioni country/blues ("Hold On e Christmas"), di riverberi sixties ("You Fall") e, talvolta, anche di blandi stadi d’allucinazione ("So Long"). Il tutto impreziosito dalle collaborazioni di Mirah e di Phil Elvrum.
Come un "beautiful loser" (do you remember Bob Seger?) che narra le incertezze dell’umana esistenza, Anderson picchia forte sui tasti del pianoforte, accarezza le corde della chitarra e canta di miti che muoiono, di amori che finiscono e di passioni che nascono. Lui è l’amico immaginario che scrive di stelle solitarie, di albe raggianti e di tramonti infiniti. Momenti che fanno grande "New England" e, naturalmente, la vita d’ognuno.



Luca D'Ambrosio



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