Jesse Brock - KICKIN’ GRASS
2002, Pinecastle Records

Pur mantenendo l’aspetto dell’eterno bambino, Jesse è cresciuto, e tanto, da quando entrò per la prima volta giovanissimo nella Lynn Morris Band dove milita tutt’ora dopo una parentesi con i Night Drivers di Chris Jones, un tempo anche lui insieme a Jesse nella Lynn Morris Band. Jesse ha invitato tutti i suoi colleghi dell’attuale Lynn Morris Band: Lynn, il marito bassista Marshall Wilborn, il violinista/banjoista Ron Stewart (qui anche alla chitarra) ed anche due ex membri della stessa Band, Tom Adams al banjo e David McLaughlin sorprendentemente alle percussioni.
Altri grandi musicisti comunque si sono uniti a Jesse per questo progetto: Rob Ickes (ormai presente in quasi ogni disco Bluegrass di un certo livello) al dobro, Jason Carter della Del McCoury Band al fiddle, Jason Moore al basso, Alan O’Bryant della Nashville Bluegrass Band, Wayne Taylor (compagno di Rob nei Blue Highway) e il leggendario chitarrista Jim Hurst.

Jesse non è un cantante, ma si cimenta in 4 brani come solista alla voce per rendere il prodotto meno monotono di quanto sarebbe se fosse completamente strumentale. Esperimento riuscito ed album che si ascolta con piacere con frequenti cambi di ritmo e assolo spaventosi. Anche se Jesse se la cava niente male come cantante penso che i suoni non siano stati bilanciati alla perfezione e trovo che gli strumenti sovrastino spesso la sua voce.
L’album apre con la title track, un velocissimo strumentale scritto da Jesse, dove uno dopo l’altro, mandolino, fiddle, banjo, dobro e chitarra sembrano sfidarsi in una gara di velocità e di tecnica. Sorprendente l’assolo di Ron Stewart alla chitarra, sorprendente perché lo conoscevo come un grande violinista e banjoista ma non ero al corrente della sua abilità sulla sei corde.
Jesse ha scritto solo due brani in questo disco e pure il secondo è uno strumentale, "Lil’ Ben", dalle sonorità molto old time e una gustosissima Lynn Morris al clawhammer banjo. David McLaughlin partecipa anch’egli con due brani, uno dei quali risulta essere uno dei miei preferiti, "Georgia Stomp", dall’inizio un po’ boogie grazie al mandolino di Jesse per poi divenire un po’ (ma non troppo) funky stavolta grazie al dobro di Rob.
L’altro brano scritto da David, è un altro strumentale, "Maury River Blues", un brano suggestivo che ci riporta alle radici della pura musica acustica del Kentucky. A sorpresa David non suona in nessuno dei due brani da lui composti ma lo troviamo solamente in un brano a suonare le percussioni: notevole il suo apporto con le spazzole sul rullante, una cosa che gradirei ascoltare più spesso nel Bluegrass.
Ron Stewart presta a Jesse uno dei suoi brani che già dal titolo ci fa capire che si tratta di un’altra gara di velocità tra i musicisti: "Roadrunner". Difficile dire chi ha vinto: tutti grandiosi. Il resto dell’album si ascolta con piacere tra un traditional o una cover di un grande del passato come Frank Wakefield, Jimmy Martin e Mac Wiseman.
Un album decisamente interessante che sicuramente sarà seguito da altri progetti solisti. Lynn Morris permettendo ovviamente.

Roberto Campovecchi


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