Joni Harms - AFTER ALL
Real West

Nata, cresciuta e tutt’ora residente nel ranch che costruì suo nonno nel secolo scorso in Oregon, Joni Harms è una cantante Country tra le più tradizionali e tra le più legate ai valori, alla storia e alla cultura dei cowboys e della frontiera Americana. Joni inizia a cantare ai Rodeos all’età di quattro anni per poi formare una Band col fratello Buck. Inizia a scrivere canzoni in tenerissima età e quando ancora frequentava la scuola, vinse un contest organizzato dall’associazione degli agricoltori. Crescendo diventa pure una bella ragazza e a 20 anni si iscrive ad un concorso di bellezza organizzato dall’associazione del Rodeo del Nord Ovest e viene eletta "Regina del Rodeo".
Bella e brava, decide che è tempo di tentare la fortuna e comincia a viaggiare avanti e indietro tra Nashville e l’Oregon e finalmente nei primi anni ’90 si accorge di lei il leggendario produttore Jimmy Bowen che la mette sotto contratto con la Capitol Records e registra così il suo primo album per una major dal titolo "Hometown Girl". Il disco produrrà brani stupendi come ad esempio "Bluer Than His Eyes" e la top 40 "I Need A Wife".

Seguirono poi gli albums ‘Whatever It Takes’ e l’album natalizio ‘Christmas In The Country’ dove Joni scrive tutti i pezzi, una vera rarità tra le raccolte natalizie.
Joni ormai si è creata un seguito tra gli amanti della musica tradizionale ed abbandonato il sogno di un successo commerciale, esce con lo splendido ‘Cowgirl Dreams’ nel 1998. Grandi testate si scomodano per recensire questo disco; People Magazine lo definisce ‘un successo impetuoso’ e il Tennessian gli attribuisce quattro stelle.
Joni ha due figli (Olivia di 6 anni e Luke di 3) e l’amore per i bambini l’ha portata ad incidere un disco per bambini, "Are We There Yet", e un paio di libri. Joni continua a guadagnarsi il rispetto dei cultori della tradizione del West e nel 2000 l’Accademia degli Artisti Western la premia quale miglior cantante western.
Joni decide così di offrire alcuni dei suoi bellissimi brani anche ad altri artisti e il grande Chris LeDoux decide di registrare la sua "Cowboy Up".
Nel suo ultimo cd "After All", Joni prosegue nella missione intrapresa parecchi anni fa col suo primo album che è quella di rimanere sempre fedele alla tradizione del suono dei twin fiddle (che fecero la fortuna di Bob Wills oltre mezzo secolo fa), della pedal-steel guitar e ad oneste canzoni Country da cantare con la voce, con l’anima e con il cuore. "After All" è stato completamente scritto da Joni che vede il disco come una sorta di autoritratto, permettendoci di scoprire il suo stile di vita e la musica con la quale è cresciuta. Avendo vissuto, e vivendola ancora, la vita dei cowboys e delle cowgirls, non deve essere stato difficile per Joni scrivere pezzi come "Every Cowgirl’s Dream" o come il gioiellino Western Swing "Weakness For Cowboys".
Altre canzoni, quali ad esempio "Cowboy Wedding" e "Cowboy Coffee" sono uno spaccato della dura vita dei cowboys, soprattutto la seconda che racconta di quanto era importante, e forse lo è tutt’ora, il rito mattutino del caffè prima di recarsi al lavoro con la mandria.
Ma non commettete l’errore di etichettare Joni Harms come una cantante di Cowboy Music perché i suoi orizzonti musicali sono molto più vasti. Ottimo lavoro ad esempio quando si cimenta col Country classico nel brano "After All" per non parlare della graziosissima "It’ll Happen When It’s Time" e del valzer "West Texas Waltz" dove Joni canta: "se ti stringo troppo forte a me non è colpa mia, ma del West Texas Waltz".
In "Millie" Joni paga un tributo alle donne, che come lei, lavorano duro per guadagnarsi da vivere. "Millie" è una storia vera e racconta di una cameriera di un locale di Nashville dove Joni era solita fare colazione quando parecchi anni fa tentò la fortuna a Music City. Mille era molto gentile ed accomodante con tutti ricordando i nomi di tutti i clienti abituali e quello che ordinavano ogni giorno.
Onorando il legame che esisteva ai tempi della frontiera tra i rancheros e il West, Joni ci regala la trascinante "Ay Yi Yi Yi", completa di una sezione fiati Mariachi.
A mio avviso Joni dà il meglio di sé quando si cimenta in ballate come "Sunday-Go-To-Meeting Clothes", un flashback dei tempi che furono quando la famiglia (immagino parli della sua) non aveva bisogno delle prediche domenicali del pastore per capire quali erano i grandi valori della vita in comunità. L’album si chiude con "I Want To Sing For You", un pezzo completamente acustico, chitarra e voce, che Joni aveva scritto per il suo secondo album circa dieci anni fa e qui ripresentato con un grazioso arrangiamento dai sapori Folk. Originariamente "I Want To Sing For You" (Voglio cantare per te), era sicuramente dedicata alla persona amata, ma questa sua nuova versione è una dedica a tutti coloro che negli anni hanno aiutato Joni a diventare quello che aveva sempre sognato di diventare.
Come al solito recuperare albums di questo genere in Italia è impresa ardua e quindi vi consiglio di provarci via internet contattando direttamente Joni sul sito www.joniharms.com

Roberto Campovecchi


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