Sempre attento ad ogni tendenza e pronto ad esplorare ogni universo
musicale esistente, John si è invaghito negli ultimi anni della
musica di Django Reinhardt, il chitarrista nato in Belgio da genitori
zingari che diverrà uno dei musicisti più straordinari
che la storia ricordi. Questo nuovo lavoro di Jorgenson è un
tributo allo stile chitarristico di Django ma solo un brano di questo
disco porta la firma del chitarrista zingaro, la conclusiva "Minor Swing",
scritta da Rheinardt insieme al violinista Stephane Grappelli.
Degli altri quattordici pezzi, ben undici portano la firma di Jorgenson.
Alletà di otto anni Django si trasferì a Parigi
e da qui allora nasce il titolo dellalbum: "Franco-American Swing",
un titolo pensato anche da Jorgenson, pacifista convinto (di quelli
veri, non quelli violenti che espongono la bandiera della pace che siamo
abituati a vedere in Italia), che ha dichiarato che il titolo è
un augurio per recuperare i rapporti di amicizia tra Americani e Francesi
che negli ultimi tempi si sono un po deteriorati
.Lo stile definito "Gypsy Jazz" nacque quando Django ascoltò
la tromba di Louis Armstrong e provò a suonare la chitarra nello
stesso stile aggiungendoci poi tanto di suo. Questo stile influenzò
una nutrita schiera di chitarristi, tra i quali John Jorgenson. Il brano
che apre la raccolta, "F.A. Swing" di Jorgenson, dove F.A. suppongo
stia per "Franco-American", è un primo omaggio a tutto quello
che John ha imparato da Reinhardt. Veramente straordinario il lavoro
di Jorgenson alla chitarra, ma ascoltate quello che riesce a fare col
clarinetto e col sax. Il brano verrà ripreso quasi in chiusura
di cd col titolo di "F.A. Swing Alternate Mix" dove John rinuncerà
stavolta al sax e inserirà la fisarmonica di Jeff Taylor.
"Mirror In Blue" era già inserito nel suo album solista del 1986
"After Youve Gone" ma poi ascoltando larrangiamento che
Don Hart aveva creato per il Nashville Chamber Orchestra Guitar Festival
del 2002, John ha deciso di riproporre il brano anche in questo disco
accompagnato, appunto, dalla Nashville Chamber Orchestra. "Man Of Mistery"
non è di Jorgenson ma è come se lo fosse. Il brano è
stato scritto da Hank Marvin degli Shadow. John scoprì che Hank
era un grande ammiratore di Django e allora pensò che sarebbe
stato bello riproporre un brano degli Shadow suonato in stile Gypsy
Jazz: aveva ragione!
Tra i tanti maestri che Jorgenson ammirava cera pure Danny Gatton
e John, saputo del suo suicidio decise di dedicargli questa "In Memory
Of Danny Gatton", uno dei pezzi più dolci e commoventi di tutto
il disco. In "Franco-American Swing" troviamo anche diversi valzer.
Il musette waltz era il ballo preferito dai Francesi negli anni 20 ma
la chitarra serviva solo come accompagnamento alla più popolare
fisarmonica.
In "Snowflake Waltz" John ci dimostra come, grazie allinfluenza
dei Ferret Brothers, il musette waltz divenne una vetrina importante
pure per i chitarristi. Django Rheinardt passò gli ultimi anni
della sua vita in un piccolo e pacifico villaggio a sud di Parigi, Samois
Sur Seine, ora sede del Django Reinhardt Memorial Jazz Festival che
si tiene nella cittadina Francese ogni anno a Giugno. John scrisse "Valse
de Samois" dopo la sua prima partecipazione a questo Festival allinizio
degli anni 90. Lomaggio di Jorgenson è straordinario, una
delle gemme di "Franco-American Swing".
Gli altri due valzer sono altrettante dediche importanti: "Crimson Waltz"
è intitolata allo studio Inglese dove è stata incisa,
mentre "Waltz For Mary" è dedicata a Mary Honcoop, una delle
maggiori esperte ed amanti del Gypsy Jazz.
Una delle pochissima canzoni non scritte da John, "JAttendrai"
è una delle sue canzoni preferite dei primi anni '30 ed ha voluto
regalarcela in una versione riveduta e corretta grazie allarrangiamento
di Dan Hart per il quartetto della Nashville Chamber Orchestra. Altre
due creazioni di John ci dimostrano ancora una volta la sua abilità
col clarinetto, "Smoldering Ashes" e "Swing Junction", questultima
nata sperimentando due diverse tecniche chitarristiche. Grandissimo
il lavoro del giovane violinista Andy Leftwich (dei Kentucky Thunder
di Ricky Skaggs) nel trasportare questo esperimento chitarristico sul
violino. "Cher Jaqueline" è un altro pezzo dolcissimo, una romantica
ballata che John ha scritto, probabilmente, pensando ad una persona
importante che ha conosciuto in Francia.
Il cd chiude con due brani estratti dalla colonna sonora del film "Head
In The Clouds", appena uscito in America e che arruola tra i protagonisti
Penelope Cruz, il recente premio Oscar Charlize Theron e, nei panni
di Django Reinhart, proprio lui, John Jorgenson. Un grande onore per
questo straordinario chitarrista, che orgogliosamente inserisce nel
booklet del cd diverse foto di lui truccato per le riprese del film,
capelli tagliati e tinti, baffi e pure una finta bruciatura sulla mano
sinistra, come aveva Django Reinhardt. Dovendo interpretare Django,
John non poteva suonare nel film canzoni scritte da lui e allora troveremo
"Blue Drag" che nel film verrà suonata da John/Django nella notte
di Natale del 1936 accompagnando Charlize Theron e Penelope Cruz in
un ballo sensuale e intrigante.Il brano conclusivo del cd, "Minor Swing",
scritta da Django insieme a Stephane Grappelli, può essere ascoltata
anche questa nel film ma solo per pochi secondi allinizio della
scena che si svolge nel locale.
"Franco-American Swing" è un capolavoro che mi sento di consigliare
a
.beh, a tutti, se vi piace ascoltare buona musica, questo
cd ne è pieno.