The Jenny Kerr Band - ITCH
2002, JennyCo Records

Debutto discografico per questa interessante cantante-chitarrista di San Francisco. Jenny Kerr e la sua Band si presentano al pubblico del Country-Rock Alternativo con un buon disco dal punto di vista strettamente musicale: splendida voce lei e ottimi musicisti per 8 canzoni delle quali 7 sono state scritte da Jenny e la sola ‘Mississippi Delta’ è una cover di Bobbie Gentry. Il sound è molto aggressivo, un po’ anni ’70 ed è un po’ insufficiente dal punto di vista degli arrangiamenti ma credo sia una scelta della stessa Jenny. Jenny si cimenta anche a banjo ed armonica ma rimane la chitarra il suo strumento principe.
La sua permanenza per alcuni mesi in Francia le ha permesso di crearsi un buon seguito nel vecchio continente dove la vediamo sempre più spesso partecipare a Festival di ogni genere ma soprattutto Country.
Nei prossimi giorni sarà pure in Italia per un paio di date e vi consiglio di consultare il suo sito per i dettagli: www.jennykerr.com.

Questo album d’esordio mette in evidenza le grandi qualità di Jenny e si capisce subito dai primi due brani che la ragazza è particolarmente portata per il live show. "I Wanna Be Rich", il mio brano preferito dell’album, è un bellissimo Country nel rispetto della tradizione con il bellissimo accompagnamento alla pedal di Dave Trabue mentre nella scatenata "Clear The Path" troviamo un’altrettanto scatenata Jenny all’armonica e un ottimo assolo di chitarra elettrica di Phil "Philbillie" Milner. La California confina col Messico e Jenny ha voluto dedicare un brano al paese che da sempre influenza la musica roots americana del sud-ovest, "Tijuana Waltz", un valzer appunto, con la suggestiva fisarmonica di Henry Salvia.
L’album chiude con un paio di brani dove Jenny dimostra di sapersela cavare discretamente anche col banjo. "If I Had Wings" è un brano lento di matrice Folk con un banjo Old-Time mentre la conclusiva "When I Get Home" ha un ritmo decisamente più incisivo caratterizzato dal fraseggio del banjo di Jenny con la chitarra di Phil.
Ottima voce e buona musica per un cd che mostra solo un difetto: otto canzoni sono decisamente poche. La prossima uscita speriamo sia un po’ più generosa.

Roberto Campovecchi


torna all'elenco
 
collegamento ad un sito sull'artista