John Barry - THE MUSIC OF JOHN BARRY
1994, cd Sony Music

L’occhio vigile del laser del mio lettore CD è sottoposto spesso a strenue battaglie a colpi di rock, di cui egli mi restituisce fedelmente e amorevolmente suoni granitici e corpulenti, vibrazioni elettriche e tutto quanto è contenuto nell’universo della musica che amo. Talvolta gratifico volentieri la sua (presunta) sete acustica, ammorbidendolo con tenui e soffici ballate quasi sempre country e folk. Lo immagino soffrire sotto le fendenti e acute note di Cristina D’Avena quando sono i bimbi a rivendicarne il presidio e lo vedo incuriosito e spiazzato allorché gli infilo dischetti come quello attualmente sottoposto alla nostra attenzione. Musiche da film o da telefilm, suoni orchestrali a volte drammatici a volte leggeri, aperti; atmosfere dense e figurative, creatrici di immagini in movimento.
Le musiche di John Barry ci vengono incontro come torrenti sonori, fiumi in piena, note e melodie che a volte riconosciamo perché ormai stabilite sottopelle, in quegli spazi della memoria-non memoria che appartiene al nostro vissuto. Echeggiano con esse ricordi di vita.

John è autore di una miriade di colonne sonore strafamose, è artista venerato da molti autori altrettanto venerati: gli sono (stati) devoti apertamente Townes Van Zandt, Mick Harvey, Walkabouts, Tindersticks, (Pino Donaggio), da cui hanno tratto ispirazione sicuramente nei passaggi più oscuri e tenebrosi delle loro musiche. E’ un autore saccheggiato in modo indiscriminato soprattutto da una serie di personaggi che finiscono per imbastire colonne sonore appiattite sui suoi schemi. Tempo fa le radio impazzivano per l’ultimo singolo di una mezza figura del pop britannico (un ex Take That), esaltandone l’originalità del brano: ebbene, la parte orchestrale che fa da ossatura al pezzo è la bellissima "You Only Live Twice", brano che apre questa raccolta, fra le innumerevoli edite sul compositore.
Famoso per le musiche dei film di James Bond, così pregnanti di atmosfere anni sessanta, Barry è autore di brani altrettanto memorabili. Avete amato la serie "Nata Libera"? Lo sapevate che in "Midnight Cowboy", oltre all’immortale "Everybody’s Talking " di Fred Neil cantata da Harry Nilsson (ne trovate anche una bella versione sul live di Stephen Stills), il resto sono musiche di Barry ? E potremmo continuare all’infinito. Una raccolta di John Barry non dovrebbe mai mancare: per alimentare il nostro stupore, per aiutarci a rincorrere le nostre immagini, per seguire una melodia che ci riporta indietro nel tempo. Forse in una sala buia, fra scomodi ricordi e altrettanto scomode poltroncine di legno.

Pier Angelo Cantù


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