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Joy
Division - UNKNOWN PLEASURES Un
disco che nutre e alimenta le ossessioni e i personali rumori di fondo
della vita di ciascuno. E che invita a lasciarsi andare, inspirando
profondamente una propria verità per poi soffiare fuori le fastidiose
scorie delle società superficiali, spingendo, alla fine, ognuno
a fare i conti con se stesso. |
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Peccato
che i Joy Division siano ormai da tempo, invece, divenuti (facile) oggetto
di culto, drappo divinatorio per coprire vuoti di idee e di forme (vedi
la letteratura cannibalistica, le Santacroci ecc.); peccato che l’icona
abbia preso il sopravvento sulla musica e sul gesto comunicativo. Peccato
perché quello di Ian Curtis è stato un gesto vero fino
in fondo e in questo disco lo si percepiva perfettamente. Allora, smessi
i panni delle mode, è doveroso recuperare l’amore per la verità
e lasciarsi penetrare dalla musica cupa dei Joy Division. di Pier Angelo Cantù, tratto dalla rivista Late For The Sky |
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