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Joss
Stone - THE SOUL SESSIONS
EMI, 2004
Nel
giorno in cui l'amore è soltanto un ricordo che cala all'orizzonte
- e credi che nessuna musica al mondo possa più risollevarti
- giunge, come un fulmine a ciel sereno, questa splendida collezione
di "musica per l'anima": "The Soul Sessions".
Non stiamo parlando di una raccolta di celebri artisti della vecchia
soul music, bensì di una giovanissima biondina cresciuta nelle
campagne inglesi che si presenta al grande pubblico con una efficace
miscela di ritmi e soul. Lei è Jess Stone, una ragazza di diciassette
anni, con una voce così intensa e vibrante da sbaragliare ogni
cattivo pensiero. L'unica in grado di regalarmi, in questo malinconico
febbraio, un timido ma inebriante raggio di sole.
Madrina dell'operazione è Betty Wright che fa un salto nel passato
di circa trent'anni andando a ripescare autentici musicisti di Rhythm
& Blues del giro di Miami (un po' come fece Ry Cooder con la musica
cubana in "Buena Vista Social Club") e facendo interpretare
alla cantante i brani tratti dal repertorio di: Aretha Franklin (una
versione avvincente e piena d'energia di "All The King's Horses");
Isley Brothers (con una nostalgica "For The Love Of You",
Pts. 1-2); Harlan Howard ("The Chokin' Kind", la mia preferita
in assoluto); John Ellison dei Soul Brothers Six (con il funky-blues
di "Some Kind Of Wonderful") e tanti altri ancora (Laura Lee,
Sugar Billy ecc.).
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Tra
le dieci canzoni, due anomali rifacimenti: "Fell In Love With A
Boy" di Jack White dei White Stripes (una sorta di soul-funky che
ricorda, vagamente, l'incedere ritmico di "Love Rears It's Ugly
Head" dei Living Colour), che vede l'accompagnamento strumentale
di The Roots e i coretti di Angie Stone e Betty Wright, e un'interessante
e radicale trasposizione di "I Had A Dream" di John Sebastian
che mette in risalto tutto il talento vocale di questa graziosa fanciulla.
Bisogna aggiungere, infine, che Joss non cade mai nell'esagerazione
(nessun falsetto strappalacrime), e i suoni, seppure curati e raffinati,
non sono mai caramellosi e stucchevoli come spesso accade nelle grandi
produzioni. Anzi, ascoltando "The Soul Sessions" ci si rende
conto di aver di fronte un gradevolissimo e autentico album di soul
music. Proprio quel tipo di musica di cui avevo bisogno stasera: semplice,
piena di sentimento e che entra subito nella pelle. Ah, dimenticavo,
se pensate che questa sia "roba commerciale", beh, sapete
cosa vi dico? ma chi se ne frega!
©2004 Luca
D'Ambrosio
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