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Kristin
Scott Benson - STRAIGHT PATHS
2002, Pinecastle Records
Come il 90% dei
musicisti Bluegrass, anche Kristin Scott Benson viene da una famiglia
di musicisti; suo padre suonava la chitarra e il mandolino e suo nonno
Arval Hogan era il cantante tenore e mandolinista del celebre duo "Whitey
& Hogan" che suonava regolarmente alla WBT di Charlotte in
South Carolina negli anni ’40. Kristin ha fatto tesoro degli insegnamenti
del padre e del nonno e alla tenera età di 13 anni inizia a suonare
il banjo dopo essersi fatta le ossa sul mandolino per ben 8 anni.
Tantissimi banjoisti, anche famosi, pensano che per essere considerati
dei bravi banjoisti sia necessario suonare ad alto volume e il più
veloce possibile. Forse è anche per questo che nell’ambiente
dei Bluegrassari siano state create barzellette sui banjoisti, un po’
come da noi con i Carabinieri. Un amico mi diceva che un grande musicista
bluegrass per essere considerato tale deve possedere le fatidiche 3
T (Tone, Taste, Timing) e come diceva il grande violinista Randy Howard,
il grande musicista è quello che sa quando è il momento
di farsi da parte e lasciare spazio a chi sta suonando con lui. Kristin,
senza ombra di dubbio possiede le 3 T e suona con una sensibilità
e una delicatezza da essere in grado di suonare qualsiasi cosa le venga
proposto.
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Sono
pochissimi i banjoisti in grado di suonare un valzer e sono ancora meno
quelli che vogliono essere ascoltati mentre lo suonano. Ascoltate la
dolcezza del banjo di Kristin in "Put Me On The Trail To Carolina"
e non avrete difficoltà ad inserirla in questa ristretta elite.
Alla giovane età di 25 anni Kristin suona professionalmente già
da 10 anni, si è laureata alla Belmont University di Nashville,
insegna musica ed ha già inciso due album da solista. Kristin
dimostra di essere pure una buona autrice ed inserisce in questo suo
secondo album 4 pezzi usciti dalla sua penna e non a caso sono tra i
brani più interessanti dell’album.
La title track è un brano a sfondo religioso e Kristin lo ha
tenuto in serbo per chiudere l’album. Suo pure il brano che apre la
raccolta, "The Hunt", che è un buon esempio di come
una buona idea possa diventare una grande canzone se la suoni insieme
a grandi musicisti. "The Hunt" ci dimostra anche, già
ad un primo ascolto, che questo disco non è una raccolta di cavalli
di battaglia della storia del Bluegrass, ma un album fresco ed eccitante.
Gradevolissimi anche gli altri due brani originali dell’album, la violinistica
"Joe & Smokey" e la geniale "Creekstone".
I musicisti che Kristin ha voluto (li ha scelti lei perché ha
pure prodotto l’album) sono straordinari a partire da suo marito John
Wayne (proprio così) Benson, mandolinista dei IIIrd Tyme Out.Alla
chitarra troviamo Jim Hurst preso in prestito dalla Band di Claire Lynch
e sicuramente il più richiesto chitarrista sulla piazza. Al violino
il giovane e promettente Jim Vancleve (fate attenzione al suo lavoro
di interscambio con Kristin all’inizio di "Home Of The Red Fox)"
mentre al basso troviamo l’inseparabile amico nonché compagno
di Kristin nella Band dei Sidewinders di Sally Jones, Mickey Harris.
"Straight Paths" è un disco completo e tutt’altro che
noioso come lo sono tanti dischi strumentali. Kristin vi dimostra che
con classe e gusto il banjo può essere usato per suonare qualsiasi
cosa, dai veloci breakdowns ai valzer, da una ninna nanna (That’s An
Irish Lullaby) fino a un pezzo di Rock’n’Roll. I brani che più
mi piacciono di "Straight Paths" sono la swingata "Just
Because" e "Foggy Mountain Rock", un pezzo reso celebre
dal duo Flatt & Scruggs ma presentato qui in una versione più
dolce e rilassata ma con venature di Swing e Rock.
La ricetta sembra semplice: prendi 12 buone canzoni, prendi 5 buoni
musicisti e mettili in studio a suonare insieme. Già, sembra
semplice, ma quanta gente abbiamo visto seguire la stessa ricetta e
poi esseri costretti a gettare il prodotto finito nella spazzatura!
A Kristin va il grande merito, avendo prodotto l’album, di essere riuscita
a far coesistere le qualità di ognuno dei musicisti invitati.
E’ cosa così rara ascoltare una giovane musicista con tanto talento
che Kristin sembra un dono caduto dal cielo.
Roberto
Campovecchi
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