Lilly Of The West - A COLLECTION
PolySound, 2004

Il grande merito di Lilly Drumeva, leader del gruppo Lilly Of The West, è stato quello di riuscire ad imporsi al grande pubblico Americano del Bluegrass nonostante provenga da un paese, la Bulgaria, dove questa musica non va certamente per la maggiore.In passato abbiamo assistito all’ascesa di musicisti Europei che però si sono trasferiti negli States o ci passano gran parte del tempo, come Beppe Gambetta ad esempio. Lilly invece non ha mai voluto abbandonare le sue radici, la sua terra e la sua gente e dopo un lungo peregrinare per tanti paesi Europei dovuto al lavoro diplomatico dei suoi genitori, è voluta tornare alla sua amata Bulgaria dove riscuote un buon successo come musicista e conduttrice radiofonica.
Numerose sono le sue trasferte negli States dove, seppur non raggiungendo lo status di star, è molto amata.
Il successo che l’ha portata in giro per l’Europa in questi ultimi anni l’ha convinta che fosse giunto il momento di regalare ai suoi fans un disco che raccogliesse tutta la sua storia, le sue emozioni e il suo talento.

"A Collection" raccoglie preziose registrazioni dei suoi album "Lilly Of The West" del 1996, "Live In Holland" del 1998, "Dear & Kind" del 1999 e "Lilly And Rosie" del 2001. A queste canzoni vanno aggiunti quattro nuovi pezzi che Lilly ha registrato nel 2003.La voce di Lilly non è propriamente Country e nemmeno Bluegrass ma sta a metà strada e forse le canzoni folk sono quelle che più si adattano alla sua dolcissima e quasi sussurrante voce. La canzone conclusiva, il tradizionale Bulgaro "Sto Mi E Milo I Drago", calza a pennello con la voce di Lilly ma il pezzo forse è poco appetibile agli appassionati Bluegrass e Country.
La sua voce decisamente folk si adatta molto bene anche a due covers riprese dagli album precedenti: "Early Morning Rain" di Gordon Lightfoot dove potete apprezzare il talento di Rayko Pepelanov alla chitarra e "Orphan Girl" di Gillian Welch che ritengo sia il pezzo meglio cantato di tutto il disco.
Mi fa molto piacere ritrovare tra i brani scelti dai precedenti album le canzoni originali scritte da lei ("Memories" e "Tears Roll Again") e dal bassista Tsvetan Vlaykov ("Loving You More"). In "Memories", brano dolcissimo e cantato divinamente da Lilly potrete apprezzare il bellissimo dobro di Rossen Hristov mentre in "Loving You More", decisamente Country, troviamo pure alcuni ospiti: Pavlin Malinov alla batteria, Michail Shishkov all’armonica e alla pedal, Stamen Yannev al piano e Dimo Domostanchev al violino.
I brani più interessanti sono però quelli nuovi, tutti o quasi piuttosto Country. "Rescue" apre le danze ad un ritmo decisamente più sostenuto di quello al quale eravamo abituati ascoltando i precedenti lavori di Lilly. "Don’t Wanna Live Anymore" è una dolce ballata scritta da Lilly e cantata con sofferenza e coinvolgimento mentre "High On The Mountain" è il pezzo più scatenato di tutta la raccolta ma forse non perfetto per la voce di Lilly. Pezzo perfetto invece per il dobro di Rossen e la chitarra di Rayko protagonisti di discreti assoli.
Quante volte abbiamo sentito "I’m So Lonesome I Could Cry" di Hank Williams? E quante volte le versioni riproposte non ci soddisfacevano? Ero un po’ preoccupato prima di ascoltare la versione di Lilly perché sfidare una leggenda come Hank e i suoi seguaci può essere molto pericoloso e rischi di ricevere critiche e insulti se la tua versione risulta molto inferiore all’originale (spesso accade). Invece la versione di Lilly mi ha lasciato piacevolmente sorpreso, bellissima veramente e cantata in modo da lasciare soddisfatto anche lo stesso Hank. Perfetta la scelta del dobro e della pedal accompagnate dalle spazzole sul rullante.
Un disco convincente da parte di un artista che meriterebbe una chance nel maintream Bluegrass.


Roberto Campovecchi



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