Luna - ROMANTICA
2002, Jetset/Beggars Group

Ecco una band che migliora col passare degli anni e se pensiamo che il suo leader, Dan Wareham, proviene dalla diaspora dei seminali Galaxie 500 (gli altri sono Damon & Naomi), stiamo parlando di tre lustri di grande musica. Sonorità e scrittura si sono affinate: per le prime il merito è da condividere con Dave Fridmann (membro in studio dei Mercury Rev e produttore di comprovata fama, che qui ha tenuto a bada le orchestrazioni), per la seconda l’elogio va alla continua crescita di Wareham come autore e come leader, che ha portato i Luna a sfornare, al sesto in sei anni, il loro miglior album di sempre.
Apre "Lovedust" con un impianto indie guitar pop dalla ritmica efficacissima e coinvolgente, ma poi i toni si ammorbidiscono: una malinconia misurata e quadrata, che affiora tra le note di canzoni che hanno debiti nei Mercury Rev e nei Velvet Underground, mentre il modo di cantare di Dan ricorda sempre più quello di Tim Booth leader dei disciolti James (ascoltare "Black Postcard").

L’innesto definitivo della bassista Britta Philips (star cinematografica che ha anche condiviso un film con Julia Roberts una quindicina d’anni fa), già comparsa nel "live" dello scorso anno, conferisce grazia e delicatezza con la sua voce a un paio di brani (per la precisione alle splendide centrali "Renèe Is Cryng" e "Mermaid Eyes"). Il gusto per la melodia è il baricentro di tutto l’album, che pende tra un velo di psichedelia da una parte e una moderata propensione a qualche disturbo sonoro dall’altra. Non mancano scintillanti assoli di chitarra, in cui lasciamo stemperare la nostra curiosità di sapere qualcosa in più circa i testi, stranissimi e surreali, ma neppure brani tirati come la roccheggiante "1995" riescono a camuffare la straniante malinconia complessiva che abita le canzoni e che le rende ancora più belle.


di Pier Angelo Cantù, tratto dalla rivista Late For The Sky, n.61, novembre 2002


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