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The
Lynn Morris Band - SHAPE OF A TEAR
2003, Rounder Records
Prima di iniziare
questa mia recensione è doverosa una premessa, per evitare che
qualcuno pensi che stia esagerando con gli elogi a questa Band.
Mi ritrovo a scrivere la recensione di questo disco proprio alcuni giorni
prima della consegna degli Awards da parte della International Bluegrass
Music Association, i più importanti riconoscimenti Bluegrass
a livello mondiale.
Beh, la Lynn Morris Band ha ricevuto la bellezza di 6 nominations ed
ognuno dei componenti la Band lotta per un premio: Ron Stewart nella
categoria "Violinista dell’anno", Jesse Brock in quella dell’"Album
strumentale dell’anno" con il suo "Kickin’ Grass", già
recensito su Black Diamond Bay, Marshall Wilborn è in corsa per
il titolo di "Bassista dell’anno" mentre la moglie Lynn per
quello di "Voce femminile dell’anno". Inoltre la Band è
nominata nelle categorie "Album dell’anno" e "Canzone
dell’anno" con la canzone che da il titolo all’album, "Shape
Of A Tear".
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Vista la concorrenza, potrebbe anche succedere che alla fine la Lynn
Morris Band torni a casa a mani vuote, ma è un grandissimo onore
ricevere sei nominations e non credo esista un precedente nella storia
dove tutti i componenti di una Band siano nominati.
Inutile ora dirvi che "Shape Of A Tear" è un bellissimo
disco, ma ve lo dirò comunque: "E’ un bellissimo disco!".
Un disco non privo di sorprese, una grossa già al secondo brano,
"Gonna Have Love" di Buck Owens dove troviamo due ospiti fantastici
ed uno di loro inaspettato per un disco Bluegrass, Junior Brown alla
pedal steel e alla voce. Lynn e Marshall vivono a Winchester, Virginia
ma sono entrambi originari del Texas e prima di partire per il nord
in cerca di fortuna, hanno suonato in una Band insieme a Junior Brown.
Evidentemente sono rimasti buoni amici. L’altro ospite è Rob
Ickes al dobro, presente anche nel brano successivo, la nominata "Shape
Of A Tear", un pezzo dolcissimo perfetto per la voce di Lynn e
poi finalmente troviamo il primo pezzo originale, "Goodby To The
Blues" di Marshall Wilborn. Un pezzo sullo stile di tanti altri
che Marshall ha scritto per la Band dove Lynn fa sfoggio di tutta la
sua classe con il banjo suonato nel vecchio ma ancora affascinante stile
clawhammer.
"I Wish It Would Rain" di Nanci Griffith è stata arrangiata
dalla Band in modo tale da sembrare un pezzo appositamente scritto per
Lynn. Per me una delle canzoni meglio cantate di tutto l’album.
E’ ora di accelerare un po’, anzi tanto, con l’unico brano scritto da
Ron Stewart, "Road Rage", un veloce strumentale dove traspare
l’immensa classe di Jesse Brock al mandolino ma soprattutto di Ron al
banjo, al violino e alla chitarra.
Un bel Bluegrass rispettoso delle tradizioni, "I’ll Take Them With
Me", ci presenta finalmente Marshall, che ha scritto il brano,
come cantante solista. Ritroveremo poi Marshall a cantare da solista
in uno dei brani più interessanti dell’album, la celeberrima
"Move It On Over" di Hank Williams. Ottimo arrangiamento un
po’ Rock-a-Billy con un bel assolo di Marshall al basso.
Bellissima pure "Lonesome Highway Blues" di Barry Tashian
con un Marshall ancora in grande evidenza nella parte vocale a far da
contrappunto a Lynn.
Inizio che fa pensare ad uno strumentale per la sua velocità,
"Shoulder To Shoulder" è invece cantata senza apparente
sforzo da Lynn. Il pezzo è stato scritto da Dallas Frazier ma
Lynn ha voluto aggiungere una strofa da lei composta, forse per allungare
un po’ la canzone.
Album che si avvia alla conclusione con un pezzo della coppia d’assi
Charlie & Ira Louvin, "I Know What You’re Talking About"
dove ritroviamo un ospite già presente in "Shoulder To Shoulder",
Dudley Connell alla voce.
Dovrebbe essere l’ultima canzone dell’album, almeno stando a quello
che sta scritto sulla copertina, ed invece ecco un’altra sorpresa proprio
in chiusura di album: un jingle che Tom Adams scrisse per la Spay/USA
e che la Band incise alcuni anni fa come singolo che venne poi distribuito
a tutte le radio.
E’ una canzoncina divertente ma con un importante messaggio, quello
di incoraggiare i proprietari di cani e gatti a farli castrare per tenere
sotto controllo la loro popolazione.
Il pezzo si chiude con due dei nove gatti di Lynn e Marshall, Peach
e Baby-O che fanno le fusa.
"Shape Of A Tear" è stato inciso prima che Lynn venisse
ricoverata in ospedale per complicazioni a seguito di una operazione
al ginocchio. Purtroppo una delle complicazioni è stata una lesione
alle corde vocali. Pare che la convalescenza prosegua bene ma ci vorrà
del tempo per rivederla e risentirla. Beh, Lynn, io sono disposto ad
aspettare te e il tuo prossimo disco che sarà un altro capolavoro,
ne sono sicuro.
Roberto Campovecchi
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