Television - MARQUEE MOON
1977 Elektra/Asylum

Il perfetto disequilibrio punk fra teoria e tecnica; l置rgenza della divergenza e il bisogno di dare lirica al chitarrismo. Il baricentro di questo splendido capolavoro è la tensione immortale della canzone, proprio all段ndomani del suo funerale decretato dalla non-tecnica dei tre accordi massacrati. Una resurrezione, in un new wave con enorme rispetto del passato, fra psichedelia e pop (importanti gli innesti di Lloyd alla chitarra e di Fred Smith al basso), con due chitarre baciate dal sacro fuoco della passione. Artefice è Tom Verlaine, che piazza un pronti-via inebriante: "See No Evil", "Venus" e "Friction" sono un置briacatura vorticosa all誕mericana, senza punteggiatura, in stile beat generation; la title track è una dilatata sequenza di art rock circolare che si perde in effetto ipnotico con reminescenze prog. Caleidoscopio di dolcezza e passione, grinta e ruvida perdita di controllo, l置ltimo nostro disco da vendere; e la splendida voce di Tom a chiedere se si può avere di più dal sogno della musica.
di Pier Angelo Cantù, tratto dalla rivista Late For The Sky, n. 60, settembre 2002
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Richard Hell - BLANK GENERATION
1977 Sire

Lester Meyers, cioè Richard Hell, eccolo l段nventore del punk, inteso come estetica esistenziale, la direzione "altra" rispetto ai Television, da cui era fuoriuscito qualche anno prima. Malinconia e poesia disperata, timidezza e rabbia, infuocate in sonorità scostanti e scheletriche, involucro agghiacciante per veicolare crude immagini di perdita d段dentità. Questo disco è diventato un manifesto proprio in quanto fuoco inestinguibile di virtuosità chitarristica (grande dialogo fra Robert Quine e Ivan Julian) e, contemporaneamente, bagliore idealistico dalle enormi potenzialità, prima delle quali le urla disperate del canto di Hell. Scarno, asciutto, maledetto, involontariamente ideologico e inevitabilmente estetico, ogni canzone del disco è una storia a sé: dall段mprendibile "Love Comes In Spurts" alla dilatatissima "Another World"; dal grido disperato di "Who Says?" Alla sociologia di rinculo della title track. Anche in questo disco epocale è la voce a fare la differenza: l置rto violento dell誕nimo romantico.
di Pier Angelo Cantù, tratto dalla rivista Late For The Sky, n. 60, settembre 2002
 
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