Marcia Ball - PRESUMED INNOCENT
Alligator/IRD

Decimo disco per Marcia Ball, elegante texana pianista e cantante, bianca, ma artisticamente assai più colorata, innamorata come è del blues del sud degli States, dalla Lousiana al Texas al Tennessee, e dello zydeco. Anche questo Presumed Innocent non fa eccezione, una scintillante passerella tanto per la versatile cantante, quanto per la eccellente pianista. Giusta e generosa la produzione, che consente a Marcia di attorniarsi di eccellenti musicisti come Sonny Landreth e C.C. Adcock (fra le chitarre) o Delbert McClinton (che duetta con Marcia in You Make Me Hard del maestro Allain Toussaint) e di autentiche leggende viventi come il trombettista Wayne Jackson, Presumed Innocent mette in fila una campionario di blues, errebì, boogie e cajun, di volta in volta orientati sui diversi slang, da Memphis a Austin a New Orleans, perfettamente calibrato per le qualità di interprete della texana.

Molti i brani pescati da repertori altri, con le punte di eccellenza nella scanzonata Count The Days e nella già ricordata You Make Me Hard, cui Marcia aggiunge alcuni brani di suo pugno, fra i quali piacciono particolarmente la swingata e da small wee hours, She’s So Innocent e lo scatenato errebì Somebody To Love, trascinato dal piano dell’autrice, come già il boogie di Louella. Menzione particolare per Scene Of The Crime, traccia d’apertura scritta a due mani con Stephen Bruton, dal perfetto appeal radiofonico.

Voto 7 perché: cantante e pianista, Marcia Ball è fra le migliori interpreti bianche di musica nera, in buona parte delle sue diverse declinazioni.

Mauro Eufrosini


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