Mike Blakely - CARELESS MOONLIGHT
2006, Swing Rider Records

Quando Mike Blakely attraversò per la prima volta l'oceano per presentarsi al pubblico Europeo e a quello Italiano non poteva immaginare quanto potesse diventare popolare nel vecchio continente.
Mike era da anni uno dei migliori autori di romanzi western d'America e quasi per scherzo tentò la carriera di cantante scoprendo di essere molto portato anche per questa seconda professione.
Arrivò in Italia con un solo album all'attivo e accompagnato solo dai fidi Donnie Price e Larry Nye.
Da allora il sound di Mike prettamente Western ed essenzialmente acustico si è fuso ad altri generi quali il Country, il Rock e il Blues e anche la Band si è allargata con l'inserimento di batteria e strumenti elettrici pur restando fedele ai suoni della tradizione Country & Western e per niente commerciale.
Le due grandi novità di questo suo sesto album sono l'assenza di Larry Nye e il fatto di essere stato registrato in Italia, nello studio di Stefano Bertolotti, da anni ormai batterista e pedina essenziale della Band di Mike.
Se negli album precedenti, ad eccezione del primo puramente western, Mike si limitava ad affiancare i suoni dei cowboy al più urbano Country stile anni settanta-ottanta con pochissime spruzzate di Rock e Blues, in questo "Careless Moonlight", troviamo spesso tracce di Blues e brani rocckeggianti grazie soprattutto alla chitarra elettrica di Joe Forlini che in "She's A Runaway" mi ricorda tantissimo la chitarra di Mark Knopfler e trasforma il brano in uno dei migliori di tutto il cd.
Trovo alcuni brani non proprio adatti ad un disco di Country & Western come ad esempio la troppo Blues "The Man Of Many Blues'.
La stragrande maggioranza dei brani qui inseriti sono però ottimi con la batteria di Stefano Bertolotti sempre a dare il ritmo, le chitarre di Joe Forlini e la fisarmonica di Joel Guzman a creare magiche atmosfere.
Tra i pezzi migliori segnalerei pure "Howlin' At The Moon", dove Mike tenta di reincarnarsi nel leggendario Hank Williams e la border song "Hecho En Mexico", veloce, piccante e suggestiva interpretazione che non poteva mancare in un disco di Mike Blakely.
"Some Barefoot Island" e la conclusiva "Somewhere In My Dreams" riportano la memoria al Mike Blakely prima maniera, lente e suggestive ballate acustiche dai testi geniali.
Un album che i fans più accaniti di Mike attendevano con impazienza ma anche un disco che porterà alla corte di Mike una schiera di nuovi fans.


Roberto Campovecchi



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