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Mike
Blakely - FADED BLUE
2003, Swing Rider Records
E'
sempre una grande gioia e un grande onore scrivere una recensione di
un disco di Mike Blakely. E' sicuramente un onore scrivere un pezzo
su un artista che in quanto a scrivere ha pochissimi rivali. Sono ormai
passati diversi anni da quando, il leggendario scrittore Texano decise
di tentare pure la carriera del cantante. Non doveva essere difficile,
diceva lui, visto la facilità con la quale Mike scrive canzoni e romanzi.
E' una vera miniera di idee. E' pure una grande gioia scrivere una sua
recensione perché questo comporta il dover ascoltare decine e decine
di volte il disco in questione e vi assicuro che ascoltare i dischi
di Mike è sempre un grandissimo piacere. L'album di cui sto parlando
è la nuovissima uscita di Mike, "Faded Blue", talmente nuova che quando
Mike è partito per il suo ennesimo tour Europeo nell'Aprile del 2003
ha dovuto far stampare velocemente una copertina provvisoria per poter
vendere i cd in Europa in quanto l'originale era ancora in macchina.
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Ormai Mike si è creato un grossissimo seguito in Europa dove viene ad
esibirsi un paio di volte l'anno, ma la sua fama è notevolmente cresciuta
anche in Texas e nel resto degli States. In parte grazie al bellissimo
disco precedente "In The Dust" che ci ha presentato un Mike diverso
dagli esordi, più disposto ad esplorare diversi territori musicali all'infuori
della Cowboy Music e "Faded Blue" prosegue su questa tendenza presentandoci
una raccolta di ottime canzoni molte diverse una dall'altra.
Il sound dei dischi di Mike è diventato molto più aggressivo rispetto
agli esordi e pure le sue esibizioni dal vivo. Tra i musicisti presenti
nell'album troviamo il batterista pavese Stefano Bertolotti (qualcuno
forse lo ricorda con Maurizio Vandelli) che Mike ha fatto volare in
Texas per le registrazioni del disco e il suo apporto è di ottima fattura.
Stefano è pure il batterista degli Yahoos di Mike quando il gruppo si
esibisce in Europa. Altri musicisti presenti nell'album sono gli inseparabili
amici Donnie Price al basso e Larry Nye alla chitarra. Donnie funge
pure da promoter/manager della Band mentre Larry è il proprietario dello
studio dove vengono registrati i dischi di Mike. E' davvero una grandissima
famiglia. Altri grandi musicisti presenti sono Joel Guzman e Ponty Bone
all'accordion, Scott Martin alla pedal e Ernie Durawa degli originali
Texas Tornados alla batteria.
Il brano che apre il cd, un bel Country-Blues (Get Lucky) dimostra già
che ci troviamo di fronte ad un album dalle varie sonorità e non a un
disco totalmente western come i primissimi album di Mike. Il secondo
brano (Bolt From The Blue) però ci riporta subito indietro con la mente
al romantico mondo dei cowboy; "pure Blakely sound". A sorpresa Mike
poi ha inserito una salsa che non è altro che un arrangiamento caraibico
di un brano Tex-Mex che aveva scritto per Flaco Jimenez e Raul Malo
dei Mavericks alcuni anni fa. Mi piaceva molto la versione di "Seguro
Que Hell Yes" incisa da Flaco e Raul con tanto di accompagnamento mariachi
ma mi piace moltissimo anche questa versione acustica con uno straordinario
Ernie Durawa ai tamburi.
Un po' di cajun in "Michelle, where the hell are you?" (splendida) e
finalmente si arriva ad un ottimo swing, "Too Much Texas" (Troppo Texas),
il brano che preferisco di tutto il cd. Un altro brano stupendo è la
title track "Faded Blue": che belle sensazioni quando Mike canta il
ritornello "Faded Blue on the Colorado skyline". Provare per credere.
Un grande disco dall'inizio alla fine e proprio in chiusura di cd Mike
ci regala tre pezzi uno più bello dell'altro.
Tempo di feste oltre confine con "The Old Cantina", una splendida e
allegrissima canzone Tex-Mex e poi un brano dolcissimo e commovente,
"The Hatter's Hymn", oltre 7 minuti di emozioni acustiche. Veramente
stupenda! Un pezzo autobiografico dove Mike racconta del fratello maggiore
appassionato scalatore morto a 22 anni durante una scalata. Un giorno
Mike trova in soffitta un vecchio cappello da cowboy del fratello e
decide di portarlo ad uno dei più celebri cappellai del Texas, Manny
Gammage, per alcune modifiche così da poterlo indossare. Mike allora
non conosceva personalmente Manny ma i due divennero grandi amici e
quando il vecchio cappellaio alcuni anni fa morì di cancro, Mike decise
di scrivere un pezzo che risulterà essere un tributo a suo fratello,
al suo cappello e al vecchio Manny.
Ma Mike non ci vuole lasciare con le lacrime agli occhi e quindi dopo
questa commovente dedica, chiusura col botto con un altro brano che
invita a far festa "The Weekend's Here At Last" con un grande Stefano
Bertolotti alla batteria. Mike dice che ha lavorato tutta la settimana
e quando "finalmente arriva il weekend" è tempo di far festa. Una festa
purtroppo che finisce quando termina questo brano. Beh, io lo risuono
e rifaccio festa! Fate lo stesso e visitate il sito di Mike: www.mikeblakely.com
dove potete acquistare il cd via rete.
Roberto Campovecchi
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