Don Mc Calister jr - BORN IN A HURRICANE
Appaloosa

Un album che non ti aspetti, è quanto mi vado ripetendo da giorni, ascoltando questo nuovo lavoro di Don Mc Calister jr., artista texano con molti affetti anche qui in Italia. Gli album precedenti infatti, si erano attestati sulle pur piacevoli, ma non particolarmente originali, direttrici di un country swing guascone e tradizionale, da honky tonk bar insomma. Con Born in a Hurricane, Don cambia tutto e svela sensibilità di interprete e profondità di autore sin qui (ma ce ne accorgiamo solo oggi, con il classico senno di poi) solo sfiorate. Lui lo definisce un album domestico, registrato nell’intimità di casa, e tutto sommato ciò che attraversa tutte le dieci canzoni è un proprio un mood rilassato (anche negli episodi più accelerati) e di divertita complicità tra tutti i musicisti, quasi fosse stato registrato più per obbedire ad un bisogno di stare assieme e fare un po’ di musica, senza alcun progetto discografico predeterminato. Dentro a Born in a Hurricane troviamo un po’ di tutto (tranne il country swing), dall’inaspettata rilettura di The Devil In Me dello scontroso newyorker Cliff Eberhardt, alla ballata sudista Life For The Moment, scritta dallo stesso Don, con uno strepitoso guitar solo di Jesse Guitar Taylor.

Equamente ripartito tra cover e brani originali, l’album sfiora il mexican border (Quiet Flows The Rio, con la chitarra flamenco di Teje in bella evidenza), il country (Clay Pigeons, Out Of My Mind ed anche Ooh Las Vegas, da Gram Parsons), il blues (la santaniana River Of Love), il rock and roll (la title track), realizzando di volta in volta piccoli e sinceri campioni artigianali di essenziale eloquenza, vocale e strumentale.

Mauro Eufrosini


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