Del McCoury Band - DEL AND THE BOYS
UNI/Holliwood

Un titolo del genere non rende giustizia alla maturità che i membri della Band hanno raggiunto sia come musicisti che come intrattenitori (vincitori lo scorso anno del premio Entertainer of the year).
Il patriarca del Bluegrass Del McCoury è riuscito a mantenere lo stesso organico per un decennio, molto inconsueto nel Bluegrass, con i figlio Rob al banjo e Ronnie al mandolino, Mike Bub al basso e Jason Carter al violino e la Band si è evoluta in un’unità che sa usare sapientemente potenza, dinamica ed espressività emozionale che ha fatto conoscere la tradizione del Bluegrass a chi ne era sempre rimasto indifferente. Vale la pena ricordare la loro tournèe che ha toccato anche l’Europa come back-up Band di Steve Earle (per l’occasione vestito con giacca e cravatta ad ogni concerto. Da non credere!).
Parte del loro successo è dovuto al gusto che hanno nel presentare i brani come poesie vere e proprie o addirittura come barzellette.

Unica pure la voce del vecchio Del che a me risulta forse un po’ troppo high-lonesome ma che risulta perfetta in brani come "1952 Vincent Black Lightning" di Richard Thompson o la ballata nautica "The King’s Shilling". Del poi riporta il ‘Blue’ nel Bluegrass con "Learnin’ The Blues" che la Band ha scoperto in un album di Frank Sinatra.
Brani come "Gone But Not Forgotten" e "Travelin’ Teardrop Blues" mostrano come la Del McCoury Band metta anima e fuoco in ogni pezzo che suonano, compreso lo strumentale di Ronnie McCoury "Goldbricken".
E’ difficile da credere, ma la Del McCoury Band continua a migliorare album dopo album e "Del And The Boys" è una prova evidente di come siano cresciuti e maturati i ragazzi.

Roberto Campovecchi


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