Mike Marshall & Chris Thile - INTO THE CAULDRON
2003, Sugar Hill Records

Chi sono Mike Marshall e Chris Thile? Semplicemente due tra i più acclamati musicisti acustici del pianeta. La loro genialità e la loro versatilità permettono loro di fare cose che a noi comuni mortali sembrerebbero impossibili.
I due maestri del mandolino sono due alfieri della musica acustica di due diverse generazioni. Mike è universalmente conosciuto ed amato per il suo leggendario passato come membro originale del David Grisman Quintet alla fine degli anni ’70 mentre Chris si è prepotentemente insidiato nell’Olimpo dei grandi mandolinisti già all’età di 13 anni con un fantastico disco di proprie composizioni e successivamente raccogliendo consensi e riconoscimenti insieme ai suoi Nickel Creek.
Innumerevoli le collaborazioni di entrambi con grandi artisti acustici e non solo.

I due si sono conosciuti artisticamente quando si sono ritrovati a suonare insieme nel Modern Mandolin Quartet. Sono poi seguite esibizioni in duetto ad alcuni Festival e innumerevoli jam sessions nei backstage degli stessi festival o nella camera di uno dei due. Finalmente l’idea di registrare qualcosa insieme.
Il disco si avvicina di più alla musica che Marshall ci ha abituato ad ascoltare negli ultimi 25 anni e non tanto al sound di Chris Thile e dei suoi Nickel Creek. Non suona nessun’altro musicista in questo disco e i due si limitano a mandolino e mandocello senza mai cantare. Beh, a chi è abituato a sentire musica alla radio potrebbe risultare un disco noioso ma chi la musica non solo l’ascolta ma la respira, la vive, la ama, non può non rimanere affascinato da questo disco.
Ad un primo ascolto "Into the Cauldron" fa pensare a qualcosa che i due grandi hanno creato per poter fare sfoggio di tutto quello che sono in grado di fare con lo strumento in mano. Forse in parte hanno voluto fare proprio questo, come suggerisce il titolo dell’album, hanno buttato un po’ di tutto nel calderone e lo hanno cucinato con la loro ricetta.
Non avrei mai pensato che si potesse arrangiare e suonare con due mandolini una composizione di J. S. Bach. Ma non è l’unica cosa sorprendente del cd che dopo il brano d’apertura "Harvest Time" scritto da Mike, ci presenta un pezzo di un artista Brasiliano scomparso nel 1955, un tipico esempio di Brazilian Choro (l’originale ovviamente e non il pezzo riarrangiato).
Pure una cover di Charlie Parker (Scrapple From The Apple) e il rifacimento della famosissima e tradizionalissima "Fisher’s Hornpipe", una fiddle tune di oltre 200 anni fa.
Un disco per amanti della buona musica acustica e che consiglio a quei musicisti che sognano un giorno di poter suonare come Mike e Chris.


Roberto Campovecchi


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