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Marty
Raybon - FULL CIRCLE
2003, Doobie Shea Records
Negli ultimi
anni si è assistito ad un ritorno di alcuni artisti Country al
suono delle tradizioni. Artisti che hanno riscosso grande successo nel
mercato Country hanno deciso di lanciarsi in una nuova avventura, quella
della musica Bluegrass, grazie soprattutto al fenomeno di "Fratello
dove sei?". Alcuni di loro però avevano iniziato la loro
carriera musicale nel Bluegrass salvo poi passare alla musica Country
per diversi motivi, non ultimo quello economico.
Marty Raybon, seppur molti suoi fans non ne siano al corrente, è
proprio uno di quegli artisti Country che mosse i primi passi suonando
e cantando musica Bluegrass nella sua Band di famiglia, gli American
Bluegrass Express prima di dedicarsi totalmente alla musica Country
con la Band degli Shenandoah con la quale raccolse fama, soldi e successo.
Da alcuni anni però Marty sta incidendo progetti acustici uno
diverso dall’altro, un progetto Country da solista, alcune incisioni
Gospel ed ora questo magnifico album.
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"Full Circle" raccoglie un po’ tutte le esperienze del Marty
solista e in questo album troviamo Country (rigorosamente acustico però),
Gospel e soprattutto tanto Bluegrass. Ho sempre amato Marty come artista
e ho sempre amato la sua voce ma non mi sarei mai immaginato che potesse
adattarsi così bene alla musica Bluegrass. Pare proprio nato
per cantare questa musica.
L’album apre con un classicissimo del Bluegrass, "Down The Road"
di Flatt & Scruggs, cantato e suonato perfettamente, per non creare
dubbi sul contenuto del disco. Voce splendida ed anche straordinari
musicisti fanno di "Full Circle" uno dei più bei dischi
Bluegrass dell’anno. Tra i maestri presenti in questo cd vale la pena
ricordare David Talbot al banjo, Bryan Sutton alla chitarra e al mandolino
e Rob Ickes al dobro.
Marty dimostra di saperci fare anche come autore con quattro brani,
i bellissimi lenti "Everything" (un duetto con Sonia Isaacs)
e "All In The Hands Of Jesus", il bellissimo Bluegrass "That’s
One" e "Webster’s Definition" che ricorda tantissimo
la celeberrima "Gentle On My Mind" di John Hartford.
A conferma che ci troviamo di fronte ad un prodotto Bluegrass, Marty
ha inserito brani ripresi dai più famosi degli artisti Bluegrass
che la storia ricordi: Jimmy Martin ("Home Run Man", "Prayers
Bells Of Heaven" e "The Last Song") e Bill Monroe ("Rocky
Road Blues" e "White House Blues").
Ma a mio avviso i migliori brani del disco sono i successi che aveva
precedentemente inciso con la Band degli Shenandoah: "Ghost In
This House" e "Next To You, Next To Me" che non si allontana
molto dalla versione originale che aveva già il piglio della canzone
Bluegrass anche se con batteria, pedal e chitarra elettrica.
Amavo molto Marty quando suonava Country con gli Shenandoah, ma, grazie
Marty, per questo capolavoro Bluegrass.
Roberto Campovecchi
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