Music A.M. - A HEART & TWO STARS
2004, Quatermass

Dopo essere stato collaboratore dei Mogwai, cantante/chitarrista degli scozzesi Long Fin Killie, nonché artefice dei Bows (duo trip-hop), Luke Sutherland si fa carico di un nuovo progetto musicale battezzato Music A.M. a cui si uniscono due noti personaggi della scena tedesca: Stefan Schneider (Synthesizer, Programming, Fender Rhodes) dei To Rococo Rot e Volker Bertelmann (Synthesizer, Bass) dei Trontaeger.
Pubblicato nella prima metà dell'anno dalla encomiabile etichetta belga Quatermass, "A Heart & Two Stars" rappresenta l'esordio della formazione: un disco dalle strutture sintetizzate e dai dinamismi post-digitali nel quale trepidazione e mitezza si congiungono delicatamente, senza mai perdersi d'intensità e proporzione. Una amalgama di fuggevoli lentezze strumentali ("Cluster"), di armonie celestiali ("Air Miami") e morbidi bleeps ("Big Wheel" e "Route 66") che vengono sospinti dalla voce, calda e sussurrante, di mister Sutherland ("Dinamite", "Ecstasy", "Mascara" …), come se fosse un Nick Drake in viaggio tra le stelle.

Un lavoro infinitamente romantico, malinconico e per nulla stucchevole che, assieme a "Map of What Is Effortless" dei Telefon Tel Aviv e al debutto di Dani Siciliano, entra di diritto nelle selezioni finali della mia personalissima classifica del 2004 (sezione elettronica). Un album che si bagna di melodie e ricercatezze (Lali Puna, Tarwater…), denso di ambienti glitch, di scansioni interstellari (Eno, Aphex Twin…) e rapide ansietà (David Sylvian), che in "Supercharge"r prendono la forma di una marimba universale.
Un microcosmo di alterazioni ritmiche e magnetismi crepuscolari, di impulsi interplanetari e pressioni elettroacustiche. Un'opera prima davvero incantevole, dove intimità e fantasia si avvicendano in appena 37 minuti di autentica passione. Perché in fondo per fare della buona musica non ci vuole molto, bastano soltanto: "Un Cuore e Due Stelle".


Luca D'Ambrosio



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