Nashville Bluegrass Band - TWENTY YEAR BLUES
Sugar Hill Records, 2004

Sono particolarmente legato alla Nashville Bluegrass Band perchè quando iniziai a cercare dischi di Bluegrass in Italia (non ero ancora stato in America e non avevo Internet) circa vent’anni fa, i dischi della Nashville Bluegrass Band furono tra i pochi che riuscii a trovare. Ho seguito con passione ogni loro uscita e tristemente ho aspettato con ansia questo loro "Twenty Year Blues", tristemente perché dopo sei anni dalla loro ultima fatica discografica, temevo che avessero deciso di andare in pensione. Per fortuna mi sbagliavo.
Il titolo, come è ovvio, è un omaggio alla loro ventennale carriera e per l’occasione ritroviamo il mandolinista originale della Band, Mike Compton, che torna all’ovile per sostituire Roland White, partito per una carriera solista.
Il resto della Band è rimasto invariato per tre quinti per tantissimi anni e l’altra novità è rappresentata dall’ingaggio dello straordinario bassista Dennis Crouch che non fa assolutamente rimpiangere il partente Gene Libbea, bravissimo anche lui.

Quando una Band che può vantare ben due Grammy e tra le sue fila ha la fortuna di avere un violinista della statura di Stuart Duncan (sette volte eletto violinista dell’anno) che ha suonato con più artisti di quanto possa lui stesso ricordare (ha inciso addirittura con i Lynyrd Skynyrd) decide di incidere un tributo alla storia del Bluegrass è scontato che il risultato sarà straordinario."Twenty Year Blues" raccoglie gemme degli albori del Bluegrass di autori navigati quali Bill Monroe, John Hartford, Bill Carlisle e Jimmie Rodgers oltre a quattro traditionals e ad un solo brano originale scritto da Mike Compton, lo strumentale un po’ Old Time "Pretty Red Lips".
Il ritorno di Mike ha giovato molto alla parte vocale della Band, infatti Mike canta da solista ben tre brani. La sua voce si unisce magicamente alla voce degli altri ragazzi per una versione quasi a cappella del Gospel nero tradizionale "Hush" e nella rivisitazione del classico di Jimmie Rodgers "Gambling Barroom Blues".
Il cd manca un po’ di originalità che renderebbe il disco insufficiente se suonato e cantato da un qualsiasi altro gruppo ma il modo di interpretare vecchi classici da parte della Nashville Bluegrass Band giustifica ampiamente i loro premi quali Intrattenitori dell’anno, Canzone dell’anno, Gruppo vocale dell’anno (diverse volte) e spiega perché sono stati ingaggiati per i celebri tour "Down From The Mountain" e "Great High Mountain" e perché lo yodeling di Pat Enright sia presente nel film "Fratello Dove Sei?".


Roberto Campovecchi



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