Neil Young - TONIGHT'S THE NIGHT
1975, Reprise LP

Affrontare la perdita, lo smarrimento è sempre un’esperienza dolorosa. Ma un conto è perdere un mazzo di chiavi, un conto perdere una persona che abbiamo amato, un significato è smarrire la patente, un altro smarrire sé stessi.
Neil affronta la perdita di due grandi amici, morti nel modo più crudo che ci possa essere (cercando la felicità attraverso l’annientamento di sé stessi) e lo fa in una situazione personale già priva di agganci solidi nella realtà. Un po’ le proprie idiosincrasie, un po’ le malattie, le crisi epilettiche, un po’ le sfibranti lotte col mercato discografico per continuare ad affermare sé stesso, senza smarrirsi, appunto. Così quando l’amico chitarrista Danny Whitten prima e l’amico roadie Bruce Berry dopo ("a notte fonda raccoglieva la mia chitarra e quando tutti se ne erano andati, cantava una canzone con voce tremante, ma vera, lunga come il giorno") perdono la vita per overdose, il già frastornato Young si riempie di sensi di colpa e affronta la sua discesa negli inferi, aggrappandosi a quello che di più vero gli è rimasto: la musica. E’ un viaggio nel buio, la vita perde i colori per assumere i toni di un bianco e nero dai forti contrasti (è emblematica la copertina e tutte le foto della busta).

Dai rubinetti del dolore, tutti aperti, non scendono lacrime, bensì amare e acide disamine della realtà da affrontare e a cui arrendersi. La perdita e il suo dolore aiutano solamente a costruire la capacità di affrontare e assorbire altro dolore (purtroppo sarà una costante nella vita del canadese). Ma "Tonight’s The Night" è anche il capitolo di una lunga carriera fatta di musica, anzi uno dei capitoli più importanti, imprescindibile, assieme al contiguo "On The Beach" (splendido album blues ispirato alla figura di Charles Manson). Il disco esce due anni dopo la consegna alla casa discografica, a quel tempo irritata dalla produzione del canadese e viene registrato a ridosso del "Time Fades Away Tour", subito dopo che Neil aveva allontanato Whitten nel tentativo di scuoterlo dalla dipendenza all’eroina, trovandolo poi invece morto (gennaio 1973) e in seguito alla successiva morte di Berry (luglio). Le registrazioni procedono in un clima allucinante: il canadese costringe tutti a suonare a notte fonda, dopo intere giornate passate senza dormire e questa cornice ossessiva riempie di desolazione e pessimismo la musica, i testi e il modo di cantare stesso. Ma le canzoni sono permeate anche da una estrema dolcezza, lambite da uno sguardo rassegnato ma pieno di amore e compassione per la vita, d’altronde la vita di questi artisti è sempre stata raccontata in modo sincero a aperto attraverso le canzoni stesse (pensiamo a David Crosby).
E’ il blues a dominare il pentagramma e già insito nella parola stessa (blues, blue) evidenzia e rivela l’abbandono ad una musica in totale sintonia con ciò che si sta raccontando. Dalle laceranti e quasi cronachistiche "Tonight’s The Night", "Tired Eyes", alle dolenti "Speaking Out", "New Mama" e "Lookout Joe" alla serena arrendevolezza cantata in "Borrowed Tune" dove l’autore esprime addirittura l’incapacità fisica ad affidarsi ad un motivo in proprio (lo stupendo brano è eseguito sulle note di "Lady Jane"), fino alla struggente "Mellow My Mind". Neil Young ci è venuto incontro anche così, chiedendoci di lasciare da parte il nostro imbarazzo per offrirgli un abbraccio compassionevole, lo stesso che cerchiamo nei momenti in cui la vita non sembra prendersi cura di noi. (Ristampato in CD).

Pier Angelo Cantù


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