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Neil
Young - TONIGHT'S THE NIGHT Affrontare
la perdita, lo smarrimento è sempre un’esperienza dolorosa. Ma
un conto è perdere un mazzo di chiavi, un conto perdere una persona
che abbiamo amato, un significato è smarrire la patente, un altro
smarrire sé stessi. |
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Dai
rubinetti del dolore, tutti aperti, non scendono lacrime, bensì
amare e acide disamine della realtà da affrontare e a cui arrendersi.
La perdita e il suo dolore aiutano solamente a costruire la capacità
di affrontare e assorbire altro dolore (purtroppo sarà una costante
nella vita del canadese). Ma
"Tonight’s The Night" è anche il capitolo di una lunga
carriera fatta di musica, anzi uno dei capitoli più importanti,
imprescindibile, assieme al contiguo "On The Beach" (splendido
album blues ispirato alla figura di Charles Manson). Il disco esce due
anni dopo la consegna alla casa discografica, a quel tempo irritata
dalla produzione del canadese e viene registrato a ridosso del "Time
Fades Away Tour", subito dopo che Neil aveva allontanato Whitten
nel tentativo di scuoterlo dalla dipendenza all’eroina, trovandolo poi
invece morto (gennaio 1973) e in seguito alla successiva morte di Berry
(luglio). Le registrazioni procedono in un clima allucinante: il canadese
costringe tutti a suonare a notte fonda, dopo intere giornate passate
senza dormire e questa cornice ossessiva riempie di desolazione e pessimismo
la musica, i testi e il modo di cantare stesso. Ma le canzoni sono permeate
anche da una estrema dolcezza, lambite da uno sguardo rassegnato ma
pieno di amore e compassione per la vita, d’altronde la vita di questi
artisti è sempre stata raccontata in modo sincero a aperto attraverso
le canzoni stesse (pensiamo a David Crosby).
Pier Angelo Cantù |
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