Nest - DRIFTING
2001, Urtovox

Breve ma assolutamente intenso questo secondo lavoro del quintetto fiorentino che appare con il nome di Nest, dopo quasi dieci anni di attività sotto la sigla Malastrana. Poco più di una mezz'ora ricca di brani dall'atmosfera densa e dolcemente malinconica, spesso dilatati in esecuzioni che toccano i sei minuti. Ma appena i sette brani finiscono, è irresistibile premere il tasto play ancora una volta per essere di nuovo avvolti da queste chitarre sature, cullati o a volte punti dal violoncello ora morbido ora stridente, dalla voce come un sussurro.
Il brano d'apertura, "Krka" sprigiona al meglio queste caratteristiche, lanciate ancora più lontano con la seguente "Squalobalena", uno degli episodi migliori, interamente strumentale, con una tensione crescente verso il finale piena di chitarre lancinanti.
"Kids of Seattle" è invece più noise, deviante verso perfette evoluzioni psichedeliche quando l'inquietudine sembra esplodere e diventa un grido disperato, come se da una lunga meditazione emergesse rabbia, in cui anche il cantato da suadente si fa più stridulo, riuscendo, però, a terminare con una sensazione di pace finalmente raggiunta, che sfocia nell'altro suggestivo strumentale del disco (di nome e di fatto).

"Seattle Kids" è un brano dalle chiare influenze rock statunitensi; come la sua gemella è uno dei brani insolitamente brevi, un tornado che scompare altrettanto rapidamente di come è arrivato, una sana accelerazione perfetta per riprendere ed esasperare le inquietudini di "Kids of Seattle", con cui condivide anche il testo, e per variare il ritmo generale dell'album. "Clay of (a perfect balance)" porta un raggio di sole che sembra timido ma agognato, dipinto da un testo più colorato, un cantato variabile di tono e sempre molto espressivo delle atmosfere melodiche, un violoncello allucinato che chiude il brano in un delirio rendendolo un altro dei migliori dell'album. La title track è invece un lavoro complesso e proiettato in avanti, con un ipnotico tappeto volante di tastiere e synth che pilotano il brano nelle sue molteplici variazioni rumoristiche, mentre le chitarre cercano di rendere il viaggio tranquillo e confortante.
"Drifting" è un album da assaporare lentamente ascoltandolo al buio in solitudine, così che le immagini oniriche che proietta possano apparire in tutto il loro splendore. Il lavoro dei Nest continua così a mescolare la new wave con il post-rock americano, aggiungendo qua e là qualche sprazzo di dark e di sperimentazione, il tutto sapientemente supportato dall'attenzione che l'italiana Urtovox mette in ogni sua uscita discografica, dimostrando di prediligere progetti altamente creativi, di sapore internazionale, non conformati ai gusti del consumo di massa, ma che devono essere cercati, non semplicemente trovati dappertutto.

Stefania Montanari


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