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Norah
Jones - COME AWAY WITH ME Ho prestato il CD di"Come Away with Me" ad un amico. Quando me lo ha restituito ha commentato: "Effettivamente sa cantare, ma non posso fare a meno di pensare che se è arrivata a fare un disco è solo perché è una bella fica". Si riferiva, è naturale, alla foto di copertina, una immagine che starebbe meglio nella pubblicità di un profumo o di un rossetto. Non a caso nei credits compaiono nome e cognome di fotografo, parrucchiere, stilista, estetista, responsabili delle pubbliche relazione e "product manager". Ho detto al mio amico di non lasciarsi ingannare dalle apparenze, perché sicuramente Norah Jones è rimasta per lungo tempo nelle mani di estetista e parruchiere prima di farsi fotografare, e che anche il fotografo ci ha messo una abbondante dose di mestiere. Per farmi capire: in altre foto pubblicate sul web si vede il volto al naturale, pieno di lentiggini e con una bella macchia di abbronzatura sulla gota destra. Sulla foto ufficiale la pelle sembra invece quella di una fata. Controprova: ogni volta che trovo una nuova foto sembra appartenere ad una ragazza diversa. E una impressione personale, certo. Ancora più certo è che il disco di esordio è un progetto industriale fabbricato secondo delle regole, ed una di queste regole è la cura della confezione. |
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All' ascoltatore ed al critico il compito di separare il contenuto dalla
veste. Anche il contenuto, poi, è un progetto preciso, indirizzato a
soddisfare una certa fascia di mercato ma non a documentare quello che
la cantante rende in condizioni normali, dal vivo. Mi aspetto che gli
spettatori che conosceranno a fine ottobre Norah Jones in tour in Italia
(purtroppo lontano dalla mia città) riceveranno di lei una impressione
diversa. L' etichetta che ha pubblicato il disco, la Blue Note, è l'
artefice di un fenomeno di successo che dura da circa un decennio, in
cui sono protagoniste cantautrici raffinate come Diana Krall, Cassandra
Wilson, Patricia Barber. Fate conto: per ogni copertina una settimana
dall' estetistaS La stessa Blue Note si era fatta una reputazione diversa
in passato, specie nei primi anni 60, come etichetta specializzata nel
jazz (ed ancora oggi si proclama tale), tanto da generare voluti equivoci.
Nei newsgrup dedicati al jazz ho letto esternazioni del genere: "Norah
Jones sarà bella, sarà brava, ma cosa c' entra col jazz?". Nulla,
rispondo io. Semplicemente: quello fra l' etichetta, quale è oggi, e
Norah Jones, è davvero un matrimonio perfetto. Ognuna aveva bisogno
dellaltra, punto. Il jazz è solo una parola chic che si usa per vendere
i dischi di altri generi musicali a gente normale che non avrà mai la
pazienza di ascoltare un disco intero di jazz ma è disposta a pagare
per sentirne l'odore. Complice la sapiente produzione di Arif Mardin,
il primo album della Jones si avvia a diventare un classico, come "Tapestry"
di Carol King, ma ovviamente in scala ridotta, a cominciare dai risultati
di vendita. Anche se si tratta di due musicisti diversi, la King prima
autrice poi cantante, la Jones per ora autrice di appena due brani e
mezzo ma grande interprete, il paragone fra i due album viene spontaneo:
è una questione di atmosfera. Fosse nata trenta anni prima, nella stagione
d'oro dei cantautori USA, Norah si sarebbe trovata perfettamente a suo
agio. E' una intimista innata. Eppure non è datata, ella è ciò che i
nostri tempi cercavano: una interprete di canzoni damore su cui poter
costruire un'immagine (come Gigi D'Alessio?). Giuseppe Balacco |
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