Norah Jones - COME AWAY WITH ME
2002, Blue Note

Ho prestato il CD di"Come Away with Me" ad un amico. Quando me lo ha restituito ha commentato: "Effettivamente sa cantare, ma non posso fare a meno di pensare che se è arrivata a fare un disco è solo perché è una bella fica". Si riferiva, è naturale, alla foto di copertina, una immagine che starebbe meglio nella pubblicità di un profumo o di un rossetto. Non a caso nei credits compaiono nome e cognome di fotografo, parrucchiere, stilista, estetista, responsabili delle pubbliche relazione e "product manager". Ho detto al mio amico di non lasciarsi ingannare dalle apparenze, perché sicuramente Norah Jones è rimasta per lungo tempo nelle mani di estetista e parruchiere prima di farsi fotografare, e che anche il fotografo ci ha messo una abbondante dose di mestiere. Per farmi capire: in altre foto pubblicate sul web si vede il volto al naturale, pieno di lentiggini e con una bella macchia di abbronzatura sulla gota destra. Sulla foto ufficiale la pelle sembra invece quella di una fata. Controprova: ogni volta che trovo una nuova foto sembra appartenere ad una ragazza diversa. E una impressione personale, certo. Ancora più certo è che il disco di esordio è un progetto industriale fabbricato secondo delle regole, ed una di queste regole è la cura della confezione.

All' ascoltatore ed al critico il compito di separare il contenuto dalla veste. Anche il contenuto, poi, è un progetto preciso, indirizzato a soddisfare una certa fascia di mercato ma non a documentare quello che la cantante rende in condizioni normali, dal vivo. Mi aspetto che gli spettatori che conosceranno a fine ottobre Norah Jones in tour in Italia (purtroppo lontano dalla mia città) riceveranno di lei una impressione diversa. L' etichetta che ha pubblicato il disco, la Blue Note, è l' artefice di un fenomeno di successo che dura da circa un decennio, in cui sono protagoniste cantautrici raffinate come Diana Krall, Cassandra Wilson, Patricia Barber. Fate conto: per ogni copertina una settimana dall' estetistaS La stessa Blue Note si era fatta una reputazione diversa in passato, specie nei primi anni 60, come etichetta specializzata nel jazz (ed ancora oggi si proclama tale), tanto da generare voluti equivoci. Nei newsgrup dedicati al jazz ho letto esternazioni del genere: "Norah Jones sarà bella, sarà brava, ma cosa c' entra col jazz?". Nulla, rispondo io. Semplicemente: quello fra l' etichetta, quale è oggi, e Norah Jones, è davvero un matrimonio perfetto. Ognuna aveva bisogno dellaltra, punto. Il jazz è solo una parola chic che si usa per vendere i dischi di altri generi musicali a gente normale che non avrà mai la pazienza di ascoltare un disco intero di jazz ma è disposta a pagare per sentirne l'odore. Complice la sapiente produzione di Arif Mardin, il primo album della Jones si avvia a diventare un classico, come "Tapestry" di Carol King, ma ovviamente in scala ridotta, a cominciare dai risultati di vendita. Anche se si tratta di due musicisti diversi, la King prima autrice poi cantante, la Jones per ora autrice di appena due brani e mezzo ma grande interprete, il paragone fra i due album viene spontaneo: è una questione di atmosfera. Fosse nata trenta anni prima, nella stagione d'oro dei cantautori USA, Norah si sarebbe trovata perfettamente a suo agio. E' una intimista innata. Eppure non è datata, ella è ciò che i nostri tempi cercavano: una interprete di canzoni damore su cui poter costruire un'immagine (come Gigi D'Alessio?).
"Come Away with Me" nasce qualche anno fa, quando Norah lascia il natio Texas, dove stava studiando jazz, per darsi un futuro musicale nella grande mela. Qui nasce la sua passione per la forma canzone. Qui stringe sodalizio col bassista Lee Alexander ed il chitarrista Jesse Harris, principali autori del repertorio. Nel 2000 sottopongono un nastro demo alla Blue Note, di cui l'attuale album rappresenta, dopo lunga gestazione, la bella copia. La prolificità non è il loro forte, o forse hanno voluto selezionare solo il meglio della loro scrittura: fra i quattordici brani dell'album figurano tre cover. Per ascoltarli l'acquisto non è strettamente necessario. Potete collegarvi al sito ufficiale www.norahjones.com e scaricare le versioni live in formato mp3. Dal vivo gli equilibri fra gli strumenti sono diversi: il piano (lo strumento di Norah) occupa più spazio, ma senza mai togliere alla voce il ruolo di protagonista. In veste di pianista la Jones non lascia nessuna impressione, eppure è il tipo di accompagnatore che una grande cantante preferisce: sempre defilato e rispettoso dei ruoli, mai invadente. Sul disco, invece, tutto è coinciso e levigato, impreziosito da appropriati e misurati interventi chitarristici. Quello che si potrebbe chiedere di più è solo della varietà; in altre parole manca un pezzo un po' più movimentato. Non mancano le belle canzoni, e forse non mancheranno mai, perché sulle labbre della Jones anche la composizione più scontata diventa qualcosa di intrigante. Ella ha dimostrato di aver dimestichezza con il folk, il country, il pop, il soul, blues. Anche il jazz. Infatti, in coda al disco, quasi come un corpo estraneo, hanno inserito uno standard, "The Nearness of You", eseguito in solitudine, tanto per poter dire che questo esordio è jazzato; ma i jazzofili "seri" non capiranno, questa musica è troppo piacevole per i loro gusti. (I giornali hanno riportato che Norah è figlia naturale di un celebre musicista indiano, ma è un rilievo che vale solo come pettegolezzo).

Giuseppe Balacco


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