Brad Paisley - PART II
BMG/Arista Nashville

Dovendo recensire ogni settimana i primi cinque album della classifica Country, mi sono spesso trovato negli ultimi mesi a dover mio malgrado parlare di prodotti veramente scadenti che non meritavano certo di trovarsi ai piani alti della classifica, ma di tanto in tanto, con mia grande gioia, capita di dover recensire un grandissimo album rispettoso delle tradizioni di questa grande musica. Pochissime volte era capitato negli ultimi tempi di imbattersi in un prodotto così ben confezionato.
Brad Paisley ci propone un album di rara bellezza. E’ sempre molto difficile ripetersi quando si esordisce con un album capolavoro, come era successo a Brad con il suo debut album "Who Needs Pictures", ma lui ci è riuscito. E’ veramente difficile dire quale dei due album sia il migliore, anche per come sono strutturati, oltre che per la qualità dei brani.

Anche in "Part II" troviamo brani dolcissimi, splendide ballate, alcuni brani scatenati per la gioa dei ballerini ed anche qui come nel primo album non manca lo strumentale scritto dallo stesso Brad (Munster Rag).
La cosa che a mio avviso fa di Brad Paisley un artista unico è l’umorismo che mette nello scrivere gran parte dei suoi pezzi. Erano parecchi nel primo album, un po’ di meno in questo album, ma la più divertente di tutte, "I’m Gonna Miss Her", sta ora scalando le classifiche dei singoli.
Brad Paisley è sicuramente l’artista più interessante degli ultimi anni: voce stupenda, grandissimo chitarrista e soprattutto grandissimo autore. Brad infatti ha scritto 10 delle 13 selezioni contenute in questo album, una delle quali, "Come On Over Tonight", a quattro mani con colei che viene presentata come la sua fiamma, Chely Wright, malgrado i due insistano nel negare l’evidenza.
Tre le covers presenti e tutte di altissimo livello: il traditional "The Old Rugged Cross", registrato dal vivo al Grand Ole Opry proprio la notte della sua elezione. Bill Anderson e Chuck Cannon sono gli autori di un’altra cover, "Too Country", che come il titolo suggerisce, è un altro schiaffo al troppo imbastardito Country moderno. Un brano di denuncia potremmo definirlo con la partecipazione straordinaria di chi non ha mai voltato le spalle alla tradizione: Bill Anderson, George Jones e Buck Owens.
L’ultima cover presente è uno dei più bei brani di uno straordinario autore sia Country che Bluegrass. Lui è Darrell Scott e il brano "You’ll Never Leave Harlan Alive" è la storia vera della dura vita dei minatori del Kentucky, già riproposta nel progetto Bluegrass di Patty Loveless.
Come se non bastasse tutto ciò per fare di "Part II" un album grandioso, Brad ha pure scelto con cura i musicisti tra i quali segnalo i quasi onnipresenti Eddie Bayers e Glen Duncan, ma soprattutto Darrell Scott e Ron Block degli Union Station di Alison Krauss con le loro suggestive atmosfere acustiche. Un disco veramente imperdibile.

Roberto Campovecchi


torna all'elenco
 
collegamento ad un sito sull'artista