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Papa
M - WHATEVER, MORTAL La
storia di David Pajo affonda le sue radici in un bianconero di dieci
anni fa: è uno scatto giovanile di un acerbo Will Oldham e ritrae
quattro ragazzi immersi, chissà dove, in acque placide fino al
collo. Quella foto finì sulla copertina di "Spiderland",
il disco degli Slint oggi riconosciuto come blocco di partenza di tutto
ciò che, grazie alla mente arguta di un fantasioso critico d’oltremanica,
è stato furbescamente inserito nel calderone del post-rock, ma
all’epoca, dobbiamo dirlo, non se la filò proprio nessuno. Solamente
un certo Steve Albini – diamo a Cesare quel che è di Cesare -
non mancò di definirlo, con impressionante tempismo ed inaudito
coraggio, "il più bel disco della storia del rock",
contribuendo in maniera determinante alla sua successiva riscoperta
ed alla formazione di quell’alone di culto supremo che oggi circonda
gli Slint. |
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Lo
vediamo collaborare con Stereolab e Yo La Tengo e suonare la chitarra
nei For Carnation dell’ex compagno Brian Mc Mahan; suoi sono il basso
nei Royal Trux di "Veterans Of Disorder" e la batteria nei
King Kong di "Old Man In The Bridge", senza contare una presenza
quasi costante negli svariati progetti di Will Oldham. Nel 1996 si iscrive
alla line-up dei Tortoise per la registrazione dell’epocale "Millions
Now Living Will Never Die" e, se pure il suo basso è presente
anche nel successivo "TNT", al momento della pubblicazione
del secondo disco egli è già in tutt’altre faccende affaccendato. Marco Tagliabue |
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