I 33 secondi di questo strumentale intitolato "The Good, The Bad And
The Ugly Intro" sono il preludio al brano straordinario che da il titolo
allalbum. Inizio tranquillo con la chitarra acustica ad aprire
la strada alla tromba che si alterna con la pedal (che bellabbinamento!)
e poi la splendida voce di Pauline a completare lopera.
Nel cd precedente Pauline aveva inciso un brano del grande autore Freddy
Powers e visto il buon successo dellesperimento, si ripete anche
stavolta incidendo un brano scritto da Freddy con la collaborazione
della stessa Pauline. Il brano, dal titolo "One Less Honky Tonk", ricorda
molto il ritmo che il compianto Waylon Jennings dava a molti suoi pezzi.
Splendida la successiva "Yellow Wine" scritta da Pauline, un pezzo dai
sapori ancora una volta oltre frontiera con una messicaneggiante chitarra
e la tromba sempre in bella evidenza. La storia è semplice ma
molto affascinante: "Lei non la chiama tequila ma vino giallo, è
la bevanda della gente che vive a sud del confine". Linizio orchestrale
di "Rainy Day Night" ci introduce ad uno dei brani più tranquilli
ma anche più suggestivi del disco, una vera e propria vetrina
per la splendida voce di Pauline. Anni fa ascoltai un brano di Dolly
Parton durante il suo definitivo passaggio dal Country al Bluegrass,
un brano che però non mi affascinò più di tanto.
Il brano in questione, "Honky Tonk Songs", ripreso da Pauline, acquista
qui un sapore particolare. Resta un brano non eccezionale ma se si parla
di honky tonks ne sa certamente più Pauline di Dolly.
"Old Story" ci riporta agli albori del Country, uno splendido two-step
che ci ricorda molto i mitici anni 50, quelli di Webb Pierce e
di Ray Price. Unottima autrice come Pauline non poteva non stringere
una grande amicizia col suo compaesano Mike Blakely, uno degli autori
più straordinari della storia del Country Texano. Pauline allora
decide di incidere un brano proprio di Mike e dellallora sua fidanzata
Julie Sckittone, "Pawn Shop Rodeo Buckle", un affascinante western-swing
che il grande Mike dovrebbe incidere pure su un suo disco tanto è
bello. Come suggerisce il titolo è una storia di cowboy e di
rodeo, ma stavolta si parla di un finto cowboy che si è comprato
una bella fibbia al monte dei pegni per impressionare la ragazza che
si vorrebbe portare a letto quella notte. Come tutte le composizioni
di Mike, una storia affascinante e geniale ma non togliamo il merito
di Pauline che la canta e la interpreta magnificamente. Nel pezzo troviamo
pure Julie ai cori.
Arriviamo al brano del quale forse Pauline va più fiera in questo
disco, "Pick Up The Pieces", per due motivi: lha scritta lei e
il grande Willie Nelson ha accettato di cantarla in duetto con lei.Inizio
da bivacco con la voce di Pauline accompagnata da una suggestiva armonica
suonata da Michael Samuels. Il brano poi scorre via piacevolissimo a
tempo di valzer per arrivare alla strofa cantata da Willie, in gran
forma come sempre con la sua voce inconfondibile e autore pure di un
assolo con la sua inseparabile Trigger, la sua chitarra che per molti
sarebbe da rottamare ma che Willie ama, rispetta e riverisce come fosse
una divinità.
Unaltra composizione di Pauline, "Remember November" ci riporta
alla atmosfere di confine con la tromba ancora protagonista.Come era
già successo nel disco precedente Pauline ci vuole salutare in
chiusura di cd con un brano vecchissimo che serve in particolare per
dimostrare, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto bella sia la sua voce.
Il brano che Pauline ha scelto per chiudere "The Good, The Bad And The
Ugly" è il celebre "Dream", il capolavoro che Johnny Mercer scrisse
nel 1944. E capolavoro potremmo definire, senza paura di essere smentiti,
anche questo nuovo splendido album di Pauline Reese.